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Gela, 65 milioni beni confiscati a tre imprenditori. Tredici società, vari immobili e rapporti bancari


di Redazione

Gela, 65 milioni beni confiscati a tre imprenditori. Tredici società, vari immobili e rapporti bancari
cronaca
15 Mag 2023

Direzione Investigativa Antimafia e comando provinciale Guardia di finanza hanno dato esecuzione a un provvedimento di confisca di beni emesso dal Tribunale di Caltanissetta – Sezione misure di prevenzione, su proposta avanzata dalla Direzione Distrettuale antimafia. Il provvedimento, di primo grado, colpisce i patrimoni di Salvatore, Rocco e Francesco Antonio Luca, imprenditori gelesi noti nel settore immobiliare e automotive.

«Gli imprenditori – spiegano gli inquirenti – colpiti dall’odierna misura di prevenzione patrimoniale, emessa ai sensi della normativa antimafia, attualmente imputati, in un processo per concorso esterno in associazione mafiosa, sono stati ritenuti soggetti di qualificata pericolosità sociale. In particolare – secondo la Dia e Fiamme Gialle – sono emersi adeguati elementi per ritenere, in sede di prevenzione, la loro presunta contiguità e complicità con organizzazioni criminali riconducibili a cosa nostra; una sorta di opportunismo affaristico con esponenti della famiglia mafiosa dei Rinzivillo».

Le indagini di natura economico patrimoniale hanno fatto emergere il reinvestimento da parte degli indagati di ingenti capitali, ritenuti dal Tribunale in materia di prevenzione di illecita provenienza, in numerose società, formalmente intestate ai familiari dei predetti, attive nel settore dell’edilizia e della rivendita di autovetture. Il provvedimento ablativo, valutato in circa 65 milioni di euro circa, trae origine dalle risultanze compendiate nell’ambito di complesse e articolate attività investigative che sono state nel tempo coordinate dalla Dda della Procura della Repubblica di Caltanissetta e delegate con particolare riferimento agli accertamenti economico patrimoniali, sia alla Dia che alla Guardia di finanza nissena. Tale provvedimento è stato preceduto dal sequestro degli stessi beni eseguito nel febbraio 2021.

Nell’ambito del processo penale, nei confronti dei suindicati imputati, il Gico della Guardia di finanza di Caltanissetta, aveva dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Caltanissetta nell’ambito dell’operazione «Camaleonte», poiché, “pur non essendo stabilmente inseriti nel sodalizio mafioso denominato ‘cosa nostra’ operante in Catania, Gela, Vittoria e territori limitrofi, concorrevano nell’associazione mafiosa suddetta contribuendo sistematicamente e consapevolmente alle attività e al raggiungimento degli scopi di tale organizzazione mafiosa, e segnatamente della famiglia mafiosa di Gela”. Le attività economiche e i beni oggetto del provvedimento riguardano l’intero compendio aziendale nonché il capitale sociale, di nove società, 31 terreni siti a Gela, 186 fabbricati siti a Gela, Marina di Ragusa e Vittoria e 23 rapporti bancari, finanziari e assicurativi.


Redazione
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