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INDAGINE | Procura di Gela

Niscemi: salvarono 89 immobili abusivi dalle ruspe, ora sono indagati. Avviso a 19 ex consiglieri comunali


di Redazione

Niscemi: salvarono 89 immobili abusivi dalle ruspe, ora sono indagati. Avviso a 19 ex consiglieri comunali
cronaca
10 Giu 2020

Diciannove consiglieri comunali, incarica tra il 2015 e il 2016, sono formalmente indagati per aver salvato dalla demolizione 89 immobili abusivi, dichiarandone il prevalente interesse pubblico. Molti di quei consiglieri oggi non sono più in carica ma il conto con la giustizia per quella vicenda rimane aperto. Il sostituto procuratore Federica Scuderi, titolare dell’inchiesta, ha firmato 19 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di altrettanti consiglieri comunali. Calogero Attardi, Francesco Trainito, Eleonora Lucia Menzo, Giuseppe Ferrera, Gaetano Minardi, Vincenzo Sergio Daniele Cona, Giuseppe Scardino, Carmelo Giugno, Luigi Gualato, Giuseppe Rizzo, Sandro Pino Tizza, Luigi Licata, Giacomo Gagliano, Angelo Meli, Gianluca Cutrona Ventura, Massimo Francesco Alesci, Rocco Blanco, Salvatore Lupo, Giuseppe Manduca. Tutti pubblici ufficiali in quanto consiglieri comunali in rappresentanza di vari schieramenti politici.

L’indagine risale alla fine dello scorso anno.

«In concorso tra loro – sostiene la Pm nell’avviso di conclusione – nell’esercizio delle loro funzioni, in violazione di norme di legge e di regolamento, in particolare dell’articolo 31 del Dpr 380/90, che disciplina la procedura da adottare per l’acquisizione gratuita al patrimonio del Comune dei beni e delle aree di sedime realizzati in assenza o in totale difformità del permesso di costruire e nell’ipotesi di inottemperanza dell’ingiunzione di demolizione, dichiarando all’unanimità l’esistenza di un prevalente interesse pubblico al mantenimento del bene abusivamente realizzato».

I consiglieri – stante all’ipotesi formulata dall’accusa – con l’approvazione delle delibere avrebbero procurato «un ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nel valore del bene immobile non demolito e lasciato nella disponibilità – dei proprietari – senza il pagamento di alcun canone mensile». Le deliberazioni prese in esame dalla Procura gelese riguardano in particolare gli atti varati all’unanimità, o con l’astensione di alcuni consiglieri, nelle sedute del 5 e 10 novembre, dell’1, 3 e 4 dicembre dell’anno 2015, e dell’11 gennaio, dell’8 giugno, dell’11 e del 29 luglio dell’anno 2016. Periodo in cui il consiglio comunale fu chiamato a occuparsi dei provvedimenti da adottare nei confronti di un centinaio di immobili realizzati abusivamente che non rientravano in nessuna sanatoria edilizia. Il consiglio poteva salvarli dalla demolizione solo riconoscendone il prevalente interesse pubblico.

Ma successivamente non venne mai richiesto alcun canone ai precedenti proprietari. E, secondo l’accusa, i 19 consiglieri salvando quegli immobili abusivi, avrebbero procurando un illecito vantaggio ai rispettivi proprietari, a danno dell’Ente locale.


Redazione
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