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DIBATTITO | Politico

Niscemi, famiglie nella morsa tra carovita e crisi agricola. Dc Giovani: «Riforme e non bonus»


di Alberto Drago

Niscemi, famiglie nella morsa tra carovita e crisi agricola. Dc Giovani: «Riforme e non bonus»
attualità
10 Ott 2026

«Gli stipendi delle famiglie ed i salari non crescono, i prezzi aumentano velocemente, il potere d’acquisto si riduce sempre più e la vibrante protesta degli agricoltori che devono pagare a costi salatissimi il gasolio, il concime o l’acqua è anche una questione sociale perché riguarda chiunque deve fare il pieno di carburante nei veicoli per recarsi a lavoro, la famiglia che va a fare la spesa ed i giovani che cercano di costruirsi un futuro».
A dirlo è Sergio Francesco Cirrone, presidente regionale della Democrazia cristiana giovani, il quale aggiunge:” è mai possibile che la vita delle nostre famiglie debba essere appesa alla lancetta dell’andamento dei mercati e che un litro di diesel oggi costi quanto un litro di birra al supermercato?
In questi giorni ho incontrato gli agricoltori, ho ascoltato le loro preoccupazioni e difficoltà, i quali dopo una vita di lavoro, si trovano a dovere fare i conti con costi di produzione sempre più alti e con un reddito che non riesce più a garantire serenità alle loro famiglie.
Aspetto questo che accomuna i più e meno abbienti”.
Il presidente regionale della Dc giovani se da un lato considera positivi l’attenzione dimostrata dalla regione con un cospicuo stanziamento di somme destinate al comparto agricolo e gli interventi sul costo del gasolio agricolo disposti dal Governo nazionale, dall’altro si chiede:” ma possono bastare misure emergenziali per affrontare un problema che ormai è diventato strutturale?
Quando il bonus sarà erogato, è vero che ci sarà un sollievo, ma poi questo sollievo passerà e la situazione tornerà ad essere come e se non peggio di prima!
Evidentemente c’è qualcosa che non funziona e che va risolto alla base. Non è possibile che l’agricoltore venda il grano a 20 centesimi e con costi altissimi per i quali ci rimette e poi il consumatore compra il pane a cinque euro il chilo.
C’è un cortocircuito che va rintracciato nella filiera e che bisogna riparare immediatamente, occorre capire dove si forma il prezzo, quanto rimane a chi produce, quanto incide la trasformazione e quanto pesa la distribuzione”.
Domande che secondo Sergio Francesco Cirrone non possono rimanere senza risposta, poiché non è più possibile continuare a rincorrere l’aumento dei prezzi con nuovi contributi.
“Una società”, conclude Sergio Francesco Cirrone,”è veramente libera quando una famiglia che vive del proprio lavoro può pagare le bollette, fare la spesa, mettere il carburante nella propria automobile e guardare al futuro con un minimo di serenità e forte del proprio salario”.


Alberto Drago
Giornalista pubblicista, niscemese doc, ha lavorato in varie redazioni locali e regionali, contribuendo negli anni Novanta alla nascita di Antenna Sud. Impegnato nel volontariato con l’associazione nazionale Carabinieri. Collabora con il quotidiano La Sicilia. Ha fondato e diretto il periodico “L’Appunto”.