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TRIBUBALE | Verdetto

Gela, donnine, sesso e raggiri per arraffare i soldi. Assolto dalle accuse di minacce


di Redazione

Gela, donnine, sesso e raggiri per arraffare i soldi. Assolto dalle accuse di minacce
cronaca
5 Ott 2025

Lo avevano già condannato per circonvenzione di incapace e altri reati. Undici anni e sei mesi in primo grado con appello già calendarizzato al 30 ottobre. Ma almeno sulle accuse di minaccia e minaccia aggravata l’ha spuntata: assolto. Protagonista della vicenda, con tratti dal torbido al grottesco, scandita da gravi capi d’accusa, è un sessantaduenne gelese, una fedina penale con diversi precedenti che vanno dal possesso e spaccio di sostanze stupefacenti alla prostituzione. E proprio la prostituzione farebbe da sfondo alla vicenda. Secondo i pm l’uomo, avrebbe messo le mani su denaro e altri beni appartenuti a due soggetti fragili, anziani o con deficit della sfera psichica. Tra essi un anziano possidente. Attraverso le prestazioni di tre badanti dell’Est Europa, due identificate e una rimasta ignota, facendo leva sulla fiducia derivante dall’essere vicini di casa con l’aggiunta di fascinazioni, moine – e pare qualche pratica sessuale – avrebbe sottratto somme ingenti, approfittando dello stato di solitudine e fragilità delle vittime. Cifre blu, secondo i pm, che ipotizzano un ammanco complessivo di circa 400 mila euro.
Questa in estrema sintesi, l’inchiesta principale.
Nei giorni scorsi il presunto aguzzino è comparso davanti al tribunale per la sola accusa di minaccia. Secondo una denuncia formalizzata dai una delle vittime avrebbe minacciato il suo accusatore con frasi tali da causarne uno stato di paura e malessere. In un’occasione le minacce sarebbero state proferite mentre imputato e vittime del maxi raggiro si accingevano a varcare l’aula giudiziaria per il processo. Il difensore, avvocato Giuseppe Smecca, ha però smontato ogni rilievo, ottenendo l’assoluzione. E anche mettendo in luce un certo atteggiamento contraddittorio da parte di una delle vittime, il principale accusatore, che spera di poter sfruttare anche nel corso del processo principale in appello. Sperando di trasformare una carta buona in una carta vincente. Ma sul capo del suo assistito pendono già una condanna a 11 anni e mezzo e accuse pensanti come macigni. Toccherà ai giudici d’appello mettere sul piatto della bilancia le tesi di accusa e difesa ed emettere un verdetto.
Un particolare curioso può servire a contestualizzare ancora meglio lo scenario grottesco della vicenda. I carabinieri, sei anni fa, all’epoca degli arresti, battezzarono l’operazione con nome in codice San Giuseppe. Sembra infatti che lo stato di sottomissione che il sessantaduenne esercitava sulle sue vittime era totale. Uno degli anziani venne costretto a impersonare il patriarca in occasione di una delle tradizionali cene del 19 marzo. Con l’imposizione di consegnare al suo aguzzino provviste e denaro proveniente dalle donazioni ricevute ex voto.


Redazione
Today 24 è un giornale on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.