Mazzarino, colpo definitivo alla Stidda. Altre condanne a vertici e fiancheggiatori, cinque arresti
di Redazione
Cinque ordini di carcerazione sono stati eseguiti dai Carabinieri del comando Stazione di Mazzarino e del Reparto Territoriale di Gela, nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti nei mesi scorsi in un maxi procedimento giudiziario aperto a seguito di un’operazione dell’arma condotta cinque anni addietro. I provvedimenti segnano l’epilogo dell’indagine – nome in codice «Chimera» – portata a termine dall’Arma nel 2021, che aveva permesso di smantellare i vertici del clan gelese legato alla Stidda. Gli arrestati devono espiare pene definitive, con condanne emesse a vario titolo, che oscillano dai dieci anni ai tre mesi di reclusione.
I nomi del blitz:
Marco Gesualdo (36 anni)
Silvia Catania (35 anni)
Ivan Dario Iannì (35 anni)
Vincenzo Iannì (51 anni)
Bartolomeo La Placa (40 anni)
Il quadro investigativo.
Le accuse, confermate dalle sentenze della Corte d’Appello, spaziano dall’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con aggravante mafiosa fino all’estorsione e alla rapina. L’indagine trae origine da un rapporto dei Carabinieri risalente al 2017 e da indagini coordinate della dda di Caltanissetta, e ha permesso di documentare il controllo capillare del territorio esercitato dal gruppo criminale, capace di imporre il “pizzo” e gestire rotte dello spaccio attraverso metodi di coercizione violenta.
Con questi ultimi arresti, le autorità ribadiscono il successo di una strategia investigativa che ha saputo cristallizzare un solido quadro probatorio, colpendo non solo i vertici, ma anche l’intera rete logistica e criminale della consorteria mafiosa gelese e le sue propaggini in provincia.













