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Niscemi, nuovi testi nell’indagine. Pool convoca il capo della Protezione civile


di Redazione

cronaca
4 Mar 2026

Il capo della Protezione Civile regionale, Salvatore Cocina, è stato ascoltato oggi a sommarie informazioni testimoniali dal procuratore di Gela, Salvatore Vella, nell’ambito dell’indagine aperta dopo la frana che ha colpito Niscemi. I magistrati del pool, appositamente costituito, stanno cercando di ricostruire, anche attraverso l’acquisizione di una serie di documenti chiesti alla Protezione civile nazionale e regionale, quali interventi siano stati fatti dopo il primo grosso evento geologico che mise in ginocchio la città e provocò i primi crolli, nel 1997. Tra questi la storica chiesa di Sante Croci, inghiottita dalla frana. I magistrati, inoltre, seguono il flusso dei finanziamenti, in realtà mai spesi, se non in minima parte, per le opere di consolidamento e mitigazione dei rischi geologici della zona. Gli accertamenti riguarderanno anche la gestione dei corsi d’acqua della zona, quali il torrente Benefizio, la realizzazione di eventuali costruzioni abusive in un’area sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta proprio a causa della morfologia dell’area, e l’assenza di un sistema di raccolta delle acque in città.
Cocina è stato sentito in qualità di capo della protezione civile regionale, tra il 2005 e il 2010 e successivamente dal 2018 ad oggi, ufficio chiamato ad attuare le ordinanze emesse dai vari presidenti della Regione che, a partire dal 2002, hanno ricoperto il ruolo di commissari delegati alla frana. La Protezione Civile è inoltre il dipartimento al quale arrivano le somme stanziate a livello nazionale. Attualmente è aperto un fascicolo giudiziario a carico, ancora a carico di ignoti, nel quale si ipotizzano i reati di disastro colposo e danneggiamento a seguito di frana.


Redazione
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