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Gela, in cella per l’agguato a Cauchi. Carabinieri arrestato un ventunenne


di Redazione

cronaca
6 Mag 2026

Svolta nelle indagini sul tentato omicidio di Emanuele Cauchi, quarantaduenne ferito a colpi di pistola lo scorso 16 agosto in via XXIV Maggio, nei pressi della villa comunale. I Carabinieri del Reparto Territoriale, dopo aver assicurato alla giustizia il presunto killer, Samuel Romano, ventenne, all’alba di ieri hanno arrestato il presunto complice: Salvatore Falsaperla, 21 anni, giovane già noto alle forze dell’ordine. Così hanno dato volto a quei due ragazzi ripresi dalle telecamere con addosso due caschi integrali: furono Romano e Falsaperla ad attendere Cauchi e compiere l’agguato. Romano pistola in pugno, appostato dietro a un’auto, Falsaperle nel ruolo di complice. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip su richiesta della Procura, delinea un quadro accusatorio preciso: Falsaperla avrebbe avuto un ruolo attivo nell’agguato, fungendo da “esca” per attirare la vittima nel luogo in cui Romano attendeva armato, per poi supportare l’azione violenta.

La falsa difesa e l’analisi dei video
Dagli atti dell’indagine emerge un netto contrasto tra le versioni fornite dagli indagati e la ricostruzione dei carabinieri. Samuel Romano, nel tentativo di alleggerire la propria posizione, aveva detto di aver agito per difesa, temendo un’aggressione da parte di Cauchi, e di aver sparato “verso il basso” con soli intenti intimidatori. Tuttavia, le immagini delle telecamere di sorveglianza smentiscono questa tesi. La sequenza video mostra infatti le modalità tipiche di un agguato premeditato: travisamento, avvicinamento in coppia e occultamento dietro un veicolo. Non vi è traccia di una colluttazione in cui Romano fosse vittima di sopraffazione. Al contrario, la sede delle lesioni (inguine, braccio e fianco) e la fuga immediata con l’arma ancora in pugno dimostrano, secondo il Gip, una chiara volontà di uccidere e non solo di ferire o spaventare.

La posizione del complice «lì per caso»
Anche la versione di Salvatore Falsaperla è stata giudicata poco persuasiva. Il ventunenne ha cercato di ridimensionare il proprio coinvolgimento, sostenendo di non sapere che Romano fosse armato e che l’episodio fosse stato improvviso, non concordato. Un castello difensivo che – secondo l’accusa – presenta crepe evidenti: lo stesso Falsaperla ha ammesso di essere arrivato sul luogo del delitto con il casco integrale già indossato, fornendo giustificazioni deboli sul perché fosse già travisato prima ancora che iniziasse l’azione. Inoltre, di fronte alle domande cruciali sulla fase successiva agli spari e sulla fuga insieme al killer, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L’antefatto
In una città violenta la vita di un uomo vale appena un paio di euro: il costo di cinque proiettili di rivoltella. Cauchi era temuto da Romano. Quest’ultimo, ore prima, aveva avuto un diverbio con il figlio del quarantaduenne, un ragazzo sembra che condividesse con Romano simpatie per una giovane donna. Tra i due erano volati schiaffi, davanti a un salone di barbiere del quartiere Sant’Ippolito. Cauchi aveva deciso di vendicare gli schiaffi e pare fosse sulle tracce di Romano. Quest’ultimo, secondo la ricostruzione dell’accusa, ne avrebbe anticipato le mosse, compiendo un agguato in piena regola.


Redazione
Today 24 è un giornale on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.