Vallelunga: Vilardo presidente, Emmanuele vice. Lumia: «Persa occasione dialogo democratico»
di Redazione
Alla prima seduta di consiglio comunale è stata subito fumata bianca per la composizione dell’ufficio di presidenza. Sergio Vilardo è stato eletto alla seconda carica dell’ente, quella appunto di presidente, con voto unanime dei presenti, ottenendo così il consenso sia della maggioranza che del gruppo di opposizione. Un clima che lasciava presagire la volontà condivisa di garantire un certo equilibrio istituzionale all’interno dell’aula. Successivamente, la capogruppo, Samanda Ministeri, ha proposto l’elezione di Rosanna Lumia alla carica di vicepresidente, consigliera risultata tra le più suffragate alle elezioni del 25 e 26 maggio.
«Non era – spiegano i consiglieri di opposizione – un tentativo finalizzato all’attribuzione di una carica in senso meramente politico, bensì un atto di equilibrio democratico volto a riconoscere il ruolo delle minoranze e a favorire una gestione della presidenza del Consiglio Comunale improntata alla condivisione, al confronto e al reciproco rispetto tra le diverse componenti rappresentate in aula. Nel corso della discussione, il consigliere di maggioranza, Roberto Emmanuele, ha manifestato la propria contrarietà alla proposta. Al termine della votazione, l’esito ha visto eletto Emmanuele con 8, mentre Lumia ne ha ottenuti quattro.
Particolarmente significativo – spiegano – appare quanto successivamente affermato dal consigliere Valenza, il quale ha sostenuto che l’esito della votazione avrebbe potuto essere differente qualora la richiesta fosse stata formulata con modalità diverse. Tale affermazione assume rilievo politico e istituzionale poiché lascia intendere che vi fosse una disponibilità, almeno teorica, a valutare un assetto differente della Vicepresidenza. Ne consegue che il tema centrale non era la persona proposta, bensì la ricerca delle modalità e delle tempistiche attraverso cui realizzare un gesto di apertura democratica e di bilanciamento dei poteri all’interno dell’aula».
«Proprio per questo motivo – argomenta la minoranza – le dichiarazioni del consigliere Valenza confermano indirettamente la fondatezza della proposta avanzata dall’opposizione, che mirava a garantire una rappresentanza più equilibrata degli organi consiliari e a rafforzare il ruolo di garanzia che la Vicepresidenza dovrebbe svolgere nell’interesse dell’intera assemblea, e non esclusivamente della maggioranza».
«La seduta inaugurale del nuovo Consiglio Comunale ha così restituito un’immagine dai due volti: da un lato l’unanimità registrata sull’elezione del presidente, dall’altro la netta chiusura mostrata dalla maggioranza rispetto alla proposta di condividere la vicepresidenza con la minoranza. Una scelta legittima sul piano numerico, ma dal forte significato politico, che sembra delineare fin dall’inizio una gestione poco incline alla collaborazione istituzionale e alla valorizzazione delle prerogative dell’opposizione. Un segnale che rischia di rendere più difficile quel clima di dialogo e confronto che molti cittadini si aspettano all’avvio di un nuovo mandato elettivo».
Nel pomeriggio il commento, sui social, della consigliera Lumia, che ha sottolineato la necessità di un confronto legittimo, pietra angolare di un qualsiasi sistema democratico-
«È stato per me – dice – un grande onore presiedere il primo Consiglio Comunale in qualità di presidente provvisorio. Desidero ringraziare la capogruppo Ministeri, per aver proposto il mio nome alla vicepresidenza e aver ribadito a tutti i consiglieri la responsabilità di rappresentare la volontà popolare, ricordando il consenso che i cittadini hanno voluto accordarmi attraverso il voto».
«La nostra posizione – afferma – è stata ed è molto chiara sin da subito: riteniamo che il confronto politico debba svolgersi davanti ai cittadini e negli organismi democraticamente eletti. Non crediamo che incarichi istituzionali debbano essere oggetto di richieste o trattative preventive. Semmai, al contrario, alcuni gesti istituzionali acquistano maggior valore quando nascono spontaneamente da una scelta politica libera e consapevole. Se vi fosse stata la volontà di riconoscere e valorizzare il consenso ricevuto dai cittadini, la maggioranza avrebbe potuto compiere tale scelta autonomamente, senza che fosse necessario sollecitarla.
Per questo abbiamo ritenuto che ogni valutazione sulla vicepresidenza dovesse avvenire pubblicamente, nel luogo naturale del confronto democratico: l’aula consiliare».
«A noi – afferma Lumia – non è stato chiesto di sostenere il presidente del Consiglio Comunale, poiché la maggioranza disponeva già dei numeri necessari per eleggerlo. Abbiamo comunque scelto di votarlo all’unanimità per senso delle istituzioni e rispetto del ruolo che è chiamato a svolgere, offrendo un segnale concreto di collaborazione nell’interesse della comunità. Con lo stesso spirito abbiamo avanzato pubblicamente la proposta relativa alla vicepresidenza. Non lo abbiamo fatto perché confidassimo necessariamente in un esito favorevole, ma perché riteniamo che i principi vadano affermati anche quando non appaiono convenienti o destinati a prevalere. La maggioranza, con precisa scelta politica, ha respinto una proposta fondata sia sul consenso espresso dagli elettori sia sull’opportunità di garantire una più ampia rappresentanza all’interno dell’ufficio di presidenza».
«Nel corso del dibattito abbiamo inoltre ribadito un principio fondamentale: il confronto che precede una votazione consiliare non solo è legittimo, ma costituisce uno dei momenti più significativi della vita democratica. Per questa ragione non possiamo condividere le osservazioni formulate da un consigliere di maggioranza durante la discussione, dalle quali sembrava emergere l’idea che la proposta avanzata in aula fosse inopportuna. Riteniamo invece che il confronto aperto e trasparente rappresenti un elemento qualificante dell’attività consiliare, soprattutto quando riguarda incarichi istituzionali rilevanti per il funzionamento dell’assemblea. Proprio nel rispetto delle regole, delle prerogative del Consiglio e delle più elementari dinamiche democratiche, riteniamo che la proposta avanzata fosse del tutto legittima e coerente con il ruolo che ciascun consigliere è chiamato a svolgere. Esprimere una candidatura, motivarla pubblicamente e sottoporla al voto dell’aula non rappresenta un’anomalia, ma l’esercizio pieno delle funzioni consiliari. Considerare inopportuno il confronto o la libera formulazione di proposte in seno al Consiglio rischia di svilire proprio quel dibattito democratico che costituisce l’essenza dell’istituzione consiliare».
«È questo il metodo – conclude la consigliera Lumia – che continueremo a sostenere, nella convinzione che la politica debba svolgersi alla luce del sole e che ogni scelta debba essere assunta pubblicamente, davanti ai cittadini. L’esito della votazione ha chiarito le diverse visioni presenti all’interno del Consiglio. Ne prendiamo atto e ne rispettiamo pienamente la legittimità. Noi continueremo a sostenere una politica fondata sul confronto aperto, sulla partecipazione e sul rispetto del mandato popolare, nella convinzione che siano i cittadini, nel tempo, a valutare la coerenza delle scelte, dei comportamenti e dell’azione politica di ciascuno».













