Marianopoli, consiglio lampo tra le polemiche. «Il Rendiconto 2025 non giustifica la fretta»
di Redazione
Resta alta la tensione politica a Marianopoli, dove la convocazione lampo del Consiglio Comunale ha scatenato la dura reazione dell’opposizione. I consiglieri del gruppo «Forza Democratica», Calogero Casucci, Grazia Noto e Calogero Vaccaro, contestano apertamente la determinazione 3 del 14 agosto, firmata dal Presidente del Consiglio Comunale, che fissa la seduta d’urgenza per oggi alle 18. Secondo i tre esponenti politici si tratta di una forzatura priva dei presupposti di legge, adottata al solo fine di comprimere i tempi del dibattito d’aula e limitare il diritto di controllo delle opposizioni.
«L’urgenza – attacca compatto il gruppo – non può trasformarsi in uno strumento organizzativo finalizzato semplicemente a concentrare più argomenti nella stessa seduta o a ridurre i tempi ordinariamente previsti per l’esame degli atti da parte dei consiglieri». L’opposizione rileva che la presidenza non avrebbe esplicitato adeguatamente quali concrete ragioni rilevanti, indilazionabili e non differibili renderebbero necessaria la seduta con le modalità dell’emergenza. Il cuore dello scontro ruota attorno all’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2025, un atto i cui termini risultano già ampiamente decorsi. Per Forza Democratica, la maggioranza sta usando questo ritardo come uno scudo normativo per far passare di fretta delibere ordinarie: «Pur comprendendo la necessità di affrontare la questione del Bilancio, riteniamo che l’eventuale esigenza di trattare con urgenza il Rendiconto non possa automaticamente estendersi a tutti gli altri punti inseriti all’ordine del giorno».

Tra i rilievi finisce così un ordine del giorno estremamente eterogeneo, che unisce alla manovra finanziaria temi caldi come la variazione della destinazione dei lotti cimiteriali, l’aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco e l’approvazione del Regolamento del Centro Sociale Anziani. Per queste delibere la presidenza ha giustificato la fretta con generici motivi di ‘economicità. Una scelta contestata dai tre consiglieri di opposizione: «La logica del risparmio non può calpestare la democrazia. È politicamente e istituzionalmente scorretto inserire il Regolamento del Centro Anziani senza che i consiglieri abbiano avuto un tempo adeguato per conoscere, approfondire e valutare nel dettaglio il contenuto dell’atto».













