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GUERRA | Medio Oriente

Da Gaza ad Acitrezza: il ricordo della piccola Hind, uccisa dai militari israeliani a soli 5 anni


di Desideria Sarcuno

Da Gaza ad Acitrezza: il ricordo della piccola Hind, uccisa dai militari israeliani a soli 5 anni
news
14 Set 2026

C’è un filo sottile che unisce la striscia di Gaza al borgo marinaro di Acitrezza. Da un lato le bombe della guerra, dall’altro la quiete di una vacanza estiva. La distruzione e la vita. Eppure, quel filo esiste davvero. Ha il volto di una bellissima bimba di cinque anni, vestita di fiori e con gli occhi dolci.
Si chiama Hind Rajab.
A lei è dedicato un murales realizzato a pochi metri dal centro di Acitrezza, lungo la via Provinciale n 38. Un’opera che porta la firma di Giorgio Pennisi, in arte Pernaiz. L’artista, poco più che ventenne ha voluto dar voce, attraverso la sua artea tutti i bambini vittime ingiuste delle barbarie della guerra. L’impulso parte dal proprietario del B&B “La Scivola”, Salvatore A. Valastro, che commosso dalla storia della piccola Hind ha voluto renderle omaggio, proprio sulle pareti della struttura turistica che gestisce. Una proposta accolta prontamente e con entusiasmo dal giovane artista acese.E così, a pochi passi dai principali locali della movida etnea, ci s’imbatte in lei, Hind. Dipinta nel cuore del celebre borgo dei pescatori, reso immortale da Giovanni Verga.
Occorre fare un passo indietro a due anni fa. Hind Rajab è una bimba palestinese di cinque anni, residente nella Striscia di Gaza. E’ il 29 Gennaio 2024 quando sta viaggiando in auto, una Kia Picanto, con alcuni familiari nella città di Gaza. Si apre il fuoco, diversi colpi di mitragliatrice squarciano la quiete: è in corso un attacco proveniente da un carro armato israeliano. Nell’agguato iniziale perdono la vita cinque persone. Sopravvivono Hind e la cugina quindicenne Layan Hamada, che riescono a mettersi in contatto telefonicamente con i soccorritori della Mezzaluna Rossa palestinese. «Ci stanno sparando, ho un carro armato accanto», racconterà Layan durante la chiamata, prima che una nuova raffica di colpi interrompano la sua voce. Da quel momento, la piccola Hind rimane sola all’interno dell’auto, con accanto i cadaveri dei familiari. Per più di tre ore, la bambina rimane al telefono con gli operatori della Mezzaluna Rossa, chiedendo disperatamente di essere raggiunta e salvata. Per soccorrerla viene inviata un’ambulanza con a bordo due paramedici. Secondo quanto successivamente riferito dall’esercito israeliano, il trasferimento del mezzo era stato coordinato. L’ambulanza, tuttavia, verrà a sua volta colpita e i due soccorritori perderanno la vita. Dopo quell’attacco, la voce di Hind si spegne. Aveva cinque anni. Il disperato tentativo di chiedere aiuto e la sua voce impaurita bloccano il tempo in un’attesa infinita. Il 10 febbraio, pochi giorni dopo l’attentato, vengono ritrovati i resti di Hind e dei suoi familiari.

Nello stesso luogo sono stati rinvenuti anche i corpi dei paramedici intervenuti per soccorrerla, rimasti uccisi durante l’operazione di soccorso. Secondo un’analisi di Forensic Architecture, sull’automobile vengono individuati 335 fori di proiettile. «Volevamo ricordare la storia di una bimba innocente, Hind Rajab. Così, quando Salvo me ne ha parlato ho detto subito di sì» racconta l’artista Pernaiz. La passione per l’arte, la coltiva sin da bambino iniziando a dipingere “in giro” a soli 12 anni. Oggi, ne ha fatto un mestiere. “Volevo lanciare un messaggio di vita, attraverso la sua storia, che si intreccia con quella di tanti altri bambini, vittime di una violenza allo stato puro, insensata. Questo murales parla di rinascita, speranza e resilienza. “ conclude.
Un’opera ricca di simbolismi: sullo sfondo, la kefiah palestinese, i fiori invece, sbocciano dai capelli della piccola. Il volto di Hind è beato e sorridente, ispirato volutamente alle immagini della Madonna, per restituirle un senso di serenità che dovrebbe meritare ogni bambino. Diversi i graffiti, sparsi in giro per il mondo, dedicati proprio a lei. Dal Dalymount Park di Dublino, per poi passare a Potenza nel quartiere Libertà, e infine Acitrezza. Opere diverse, che gridano solo una cosa: la guerra non è mai giusta.


Desideria Sarcuno
Da sempre appassionata di scrittura, durante gli anni al liceo Classico si avvicina al mondo della comunicazione. Frequenta la facoltà di Giurisprudenza. Ama la musica, le buone letture e il mare.