Mazzarino, ospedale dimenticato dall’Asp. Ex sindaco e consiglieri incalzano Ficarra
di Redazione

«A oggi nessuna risposta dal manager dell’Asp rispetto a quanto già chiesto pubblicamente. E allora rilanciamo, con richieste ancora più puntuali sulle gravi carenze della sanità locale. Confermiamo integralmente la richiesta già formulata il 18 settembre: che l’Asp renda pubblici e motivi i criteri con cui sono stati disposti negli anni i trasferimenti di personale presso il nostro presidio, e in particolare quelli più recenti destinati all’Ospedale di Comunità. I cittadini di Mazzarino hanno il diritto di sapere quali esigenze assistenziali abbiano determinato tali scelte e con quali criteri il personale sia stato assegnato. Il silenzio di questi giorni non è una risposta accettabile». Lo affermano, in una nota, l’ex sindaco, Domenico Faraci e gli ex consiglieri Gaetano Petralia, Vincenzo Mantione e Antonella Corinto.
«Non ci fermiamo alla denuncia già avanzata: mettiamo sul tavolo sei richieste tecniche concrete, minime e non più rinviabili, che l’ospedale Santo Stefano deve garantire ai cittadini del comprensorio». Il servizio di Endoscopia: Indispensabile per la diagnostica dei ricoverati, oggi garantita solo trasferendo i pazienti con ambulanza, autista, infermiere, OSS e in alcuni casi medico a bordo: un dispendio enorme di risorse umane e mezzi. Attivarla in loco eliminerebbe le lunghe liste d’attesa e gli esami oggi eseguiti a Caltanissetta e Gela.
Il Punto di Primo Intervento Pediatrico (Ppip): Nei giorni festivi e prefestivi, dalle 10 alle 20, con la presenza di un pediatra, per garantire assistenza ai bambini che oggi ne restano privi.
Servizio/Ambulatorio di Urologia: Non solo per i pazienti ricoverati, ma come servizio stabile per l’intera collettività.
Servizio/Ambulatorio di Oculistica: Con visite e programmazione degli interventi di cataratta. Oggi i pazienti vengono dirottati verso Caltanissetta e Gela: riattivare la sala operatoria dell’ex reparto di Chirurgia eviterebbe, soprattutto agli anziani, spostamenti gravosi anche nel post-operatorio.
Un pronto soccorso realmente efficiente: Con la presenza di un medico anestesista, capace di garantire un primo soccorso reale e la stabilizzazione del paziente prima dell’eventuale trasferimento o consulenza presso gli ospedali di riferimento.
Laboratorio Analisi attivo H24: Oggi il servizio copre solo 12 ore, dalle 8 alle 20. Nelle ore notturne, chi si presenta al pronto soccorso o chi è ricoverato e necessita di un esame ematico urgente deve vedersi trasportare il prelievo fino a Gela, sottraendo personale e mezzi all’organizzazione assistenziale del nostro ospedale. Basterebbe istituire la reperibilità notturna del tecnico di laboratorio per risolvere un disagio che dura da troppo tempo.
A che serve un Ospedale di Comunità all’interno del Santo Stefano e una Casa della Comunità sul territorio se poi non funzionano e non sono realmente fruibili per il comprensorio? A queste strutture sono stati trasferiti infermieri e Oss, ma mancano i medici: senza personale medico un Ospedale di Comunità e una Casa della Comunità restano un guscio vuoto, incapace di dare risposte reali ai cittadini. Non bastano le targhe e le inaugurazioni: servono organizzazione, personale adeguato e risposte concrete per Mazzarino e per l’intero territorio.
Sono richieste concrete, verificabili, che non costano promesse ma organizzazione e volontà politica. E proprio per questo, al Direttore Generale dell’Asp, Salvatore Ficarra, diciamo con chiarezza: «Smetta di fare politica e si occupi esclusivamente di governare la sanità della provincia», con criteri tecnici, trasparenti e uguali per tutti i territori — e non con logiche estranee alla cura dei cittadini. Alla guida dell’Asp non servono equilibri politici: servono medici, servizi e risposte.


Preso atto che, nonostante tutto questo, anche nell’ospedale della sua stessa città continua a non dare risposte e a occuparsi d’altro – di politica – ribadiamo con ancora più forza la richiesta di rimozione immediata già avanzata il 18 settembre, in linea con la volontà già espressa dai Sindaci di Gela, Niscemi, Marianopoli, Bompensiere e da altri Comuni della provincia, e con la posizione assunta anche dal consigliere comunale di Mussomeli e esponente di Fratelli d’Italia, Giuseppe Catania, che ha chiesto una valutazione sulla permanenza del manager.
Poi una stoccata in punta di fioretto alla direzione politica di Forza Italia e alla parlamentare di Forza Italia, Rosa Cirrone Cipolla, in queste settimane schierati a difesa di Ficarra.
«Forza Italia – scrivono Faraci, Petralia, Mantione e Corinto – difende il direttore generale, elenca investimenti a Gela e bolla ogni critica come propaganda. Rispondiamo in due righe: un elenco di opere che non nomina mai Mazzarino non è un bilancio, è un’assenza. E chi non ha il coraggio di rispondere nel merito a sei richieste tecniche precise, puntuali e verificabili, non può permettersi di dare lezioni di serietà a chi le pone: il vero slogan politico non è la nostra denuncia, è il silenzio con cui si prova a coprirla. Non è propaganda chiedere un medico dove ci sono solo infermieri. È propaganda parlare di sanità e dimenticarsi di un intero Comune. Mazzarino non chiede favori ma una sanità che funzioni. Il silenzio dell’Asp non fermerà la nostra battaglia. Il Santo Stefano merita risposte, non rinvii».













