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Autonomia differenziata, la fine del sistema sanitario


di Peppe Di Cristina

Autonomia differenziata, la fine del sistema sanitario
opinioni
19 Gen 2024

L’autonomia differenziata voluta dalla Lega e sostenuta dalla Meloni distruggere il sistema sanitario e della Pubblica istruzione nel Mezzogiorno a conforto di questa riflessione drammatica abbiamo i recenti dati dello Svimez e della roma d’azione Gimbe. Solo in campo sanitario infatti basti guardare che, nel 2021, la mobilità sanitaria tra le regioni italiane ha raggiunto un valore di 4,25 miliardi di euro, un aumento significativo rispetto al 2020 (3,33 miliardi). Tuttavia, ci sono differenze significative tra le regioni del Nord e quelle del Sud in termini di flusso di pazienti. Le regioni dell’Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, che hanno maggiori autonomie in materia sanitaria, attraggono il 93,3 per cento dei pazienti provenienti da altre regioni, mentre il 76,9 per cento dei pazienti che si spostano da una regione all’altra proviene in particolare dalla Calabria, Campania, Sicilia. Questo fenomeno riflette le grandi disuguaglianze nell’offerta di servizi sanitari tra le diverse regioni e soprattutto tra Nord e Sud del paese. La Fondazione Gimbe, ha già sostenuto che la mobilità sanitaria sia un problema con implicazioni sanitarie, sociali, etiche ed economiche, che evidenzia le profonde disuguaglianze nel diritto alla tutela della salute tra le regioni. L’autonomia differenziata, che aumenterà il divario tra Nord e Sud, potrebbe aggravare ulteriormente questa situazione.Stesa cosa sarà per la qualità della pubblica istruzione che evidentemente verrà colpita drammaticamente nel mezzogiorno e in particolare in Sicilia e di questo abbiamo avuto qualche assaggio già col dimensionamento scolastico che ha colpito duramente anche la nostra provincia e città importanti come Gela.

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Peppe Di Cristina
Componente della Direzione nazionale del Partito democratico