Contrasto violenza di genere: arresti dei Carabinieri tra Mazzarino, Butera e il capoluogo
di Redazione
Continua incessante l’attività dei Carabinieri contro la violenza di genere. Nelle ultime ore, tre diversi interventi tra il capoluogo, Butera e Mazzarino hanno portato all’arresto di tre uomini, confermando la linea della “tolleranza zero” nel monitoraggio delle misure a tutela delle vittime.
Il blitz a Butera: sorpreso con la vittima
I Carabinieri della Stazione di Butera hanno arrestato in flagranza un ventisettenne del luogo, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo, sul quale pendeva un divieto di avvicinamento emesso dal Tribunale di Gela per atti persecutori, è stato sorpreso dai militari proprio in compagnia della sua vittima, una giovane donna gelese. Dopo la convalida dell’arresto da parte del GIP, per il ventisettenne è stato ripristinato il divieto di avvicinamento.
Caltanissetta: il braccialetto elettronico fa scattare l’allarme
Nel capoluogo, un ventunenne nisseno è finito agli arresti domiciliari dopo aver tentato di eludere la sorveglianza tecnologica. Nonostante fosse sottoposto al divieto di avvicinamento con monitoraggio elettronico, il giovane si è presentato in un locale pubblico dove si trovava la sua ex fidanzata. L’immediata attivazione dell’allarme del braccialetto ha permesso alla Sezione Radiomobile di intercettarlo in pochi istanti. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha già convalidato il provvedimento restrittivo.
L’ordine di carcerazione a Mazzarino
L’operazione più pesante è stata siglata dai Carabinieri della Stazione di Mazzarino, che hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione della Procura di Gela nei confronti di un quarantasettenne. L’uomo deve espiare una condanna definitiva a due anni e sei mesi di reclusione per reati di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Il condannato è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Gela.
La prevenzione e la tutela
Mentre per i primi due indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, l’Arma ribadisce la centralità delle Stazioni Carabinieri come presidi di ascolto. L’appello alle vittime rimane fermo: denunciare tempestivamente ogni abuso è l’unico modo per permettere allo Stato di attivare gli strumenti di protezione e fermare l’escalation della violenza.













