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FRECCIABIANCA

Da Catania a Palermo in… tre ore


di Salvatore Giunta

Da Catania a Palermo in… tre ore
rubrica
10 Nov 2021

Il primo viaggio del Frecciabianca è previsto per domenica 14 novembre con partenza da Palermo alle 07.00 circa per Catania e Messina ove è previsto l’arrivo per le ore 11.30 circa, attraverso Caltanissetta Xirbi. Da Palermo a Messina in quattro ore e mezzo circa, quando da Roma a Milano si impiegano tre ore! Vi sembra il caso di organizzare inaugurazioni, vetrine e passerelle?

O non è il caso di cospargersi il capo di cenere e chiedere scusa a tutti i Siciliani per i forti ritardi, le opere incompiute, un’alta velocità farlocca, un Ponte sullo Stretto di Messina osteggiato fortemente proprio da chi, oggi, si fa paladino del progresso nel campo delle comunicazioni e dei trasporti?

Noi volevamo una rivoluzione del fare, avendo fermo un progetto che doveva portare la Sicilia e il Meridione a competere con i Paesi del Mediterraneo, a uscire da una crisi centenaria, affrontare le sfide del terzo millennio e trasformarsi in piattaforma logistica di tutta l’area mediterranea.

Cancelleri e company ci hanno regalato solo qualche minuto da Palermo a Messina.

È il caso di fare feste e inaugurazioni?

Il Frecciabianca non è alta velocità, non è rivoluzione, non è un progetto per la Sicilia; è soltanto uno zuccherino amaro che serve solo far dire a sottosegretari, assessori e presidenti che la Sicilia sta al centro della loro azione politica.

Sappiamo bene che non è così!

La Sicilia resterà fuori dai circuiti internazionali, fuori dalle vie di comunicazione veloci, fuori dal progresso e dalla civiltà.

Anche quei Recovery Found, sui quali ci eravamo illusi di poter costruire un futuro nuovo per la Sicilia, saranno spesi prevalentemente al nord, e da noi arriveranno solo gli spiccioli.

Cosa c’è da festeggiare? Poco, molto poco!

Un Frecciabianca e un Blu Jet non è solo un primo passo, un primo tassello, è negare un “progetto di sistema” che doveva rappresentare per la Sicilia una grande rivoluzione, con il Ponte sullo Stretto prima infrastruttura, sulla quale veramente sarebbe stato bello festeggiare.

Sono necessari altri uomini e altre visioni!


Salvatore Giunta