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Dove sei nel tuo mondo?


di Emanuele Artale

Dove sei nel tuo mondo?
opinioni
13 Giu 2020

Dove sei? È la domanda che Dio pone ad Adamo dopo che egli ha mangiato del frutto dell’albero, disobbedendo al Suo comando: “del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete” (Gn 3,3).  Questa domanda dal tono diretto e severo in verità contiene tanto interesse e calore capace di far uscire Adamo dalla sua paura e dalla sua nudità: è la chiamata di Colui che, attraverso il nome, intende entrare in relazione con un amico che conosce sin dalle origini; è il voler stimolare in Adamo una reazione che corrisponda alla Sua provocazione; è il voler colpire il cuore di Adamo suscitando in lui la disponibilità ad essere colpito. Che strano! Dio Onnisciente e Onnipotente, coglie quel “ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto” di Adamo (Gn 3, 10) e lo trasforma in relazione di amore e di misericordia.

In effetti la domanda rivolta ad Adamo, Dio la pone a ciascuno di noi: “Dove sei nel tuo mondo? Dove ti trovi? Fin dove sei arrivato?” mostrando così il Suo interesse paterno che ci libera dalla paura e distrugge il nostro progetto di nascondimento, per dare spazio alla fiducia e all’amore.

Ma nel cammino della vita l’uomo reindirizza l’intervento a Dio stesso, inverte il destinatario e il mittente: “Dove sei Dio? Dove ti trovi? Dove ti nascondi?” rimanendo così nella paura e nella solitudine di se stesso. E’ il voler cercare Dio in modo tangibile e concreto per ricevere sicurezza e consolazione dinanzi alle proprie difficoltà e sofferenze.

Tra tanti luoghi più o meno concreti o veri, ce n’è uno in particolare in cui Egli si rende presente in modo reale: nel Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, nell’Eucarestia: “Nella notte in cui fu tradito, egli prese il pane…e disse: “Questo è il mio corpo”. Dopo la cena, prese il calice…e disse: “Questo è il calice del mio sangue. Fate questo in memoria di me”. In queste parole e in questo memoriale       il Signore ha voluto lasciarci per sempre la Sua presenza rivelando così prossimità per mezzo di elementi semplici che sono il frutto del lavoro umano: pane e vino.

In occidente per devozione all’Eucarestia e in risposta agli errori di Berengario di Tours circa la presenza reale è nata nel 1264 la festa del “Corpus Domini” estesa da Papa Urbano IV a tutta la Chiesa universale. In questo giorno, oggi la domenica dopo la SS. Trinità, in Italia e in altri Paesi viene portata solennemente in processione la SS.ma Eucarestia.

Anche la nostra città di Gela, ogni anno vive in modo solenne e pubblico questa ricorrenza con la Liturgia Eucaristica concelebrata dai sacerdoti delle varie parrocchie e con la processione che successivamente si snoda verso la Chiesa Madre. E’ ancora una volta il Signore che come “uomo di Galilea” passa nelle strade della nostra vita pe rincuorarci e consolarci con la sua forza e il suo sostegno. E’ Lui  come ha fatto con Adamo si interessa della nostra storia e ci domanda: “Dove sei? Perché ti sei nascosto?” per mezzo della sua presenza silenziosa e discreta. Forse di fronte a questo mistero di amore e di condivisione la nostra mente si smarrisce, la nostra razionalità non riesce a spiegare. Ci viene in aiuto san Tommaso che ci ricorda: “Tu non vedi, non comprendi, ma la fede ti conferma, oltre la natura” (Sequenza Corpus Domini).

Quest’anno, anche se con modalità differente, vogliamo celebrare con gioia questo Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, ricordandoci che Egli ci ha promesso di essere presente in mezzo a noi fino alla fine del mondo.

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Emanuele Artale
Frate minore cappuccino dal 2004, sacerdote dal 2015. Ha compiuto la formazione religiosa come postulante nel convento di Ragusa, come novizio nel convento di Nicosia, postnovizio nel convento di Modica, studente di teologia presso la Facoltà teologica di Sicilia a Palermo. Dal dicembre 2015 espleta il suo servizio religioso nella casa circondariale di Gela, dove nel gennaio 2017 è stato nominato cappellano dal vescovo, Rosario Gisana