Gela: assolto dopo sei gradi di giudizio, finisce odissea per un imprenditore
di Redazione
La Corte d’Appello, seconda sezione penale, ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti di un imprenditore cinquantenne, attivo nel settore metalmeccanico, scrivendo la parola fine su una vicenda giudiziaria lunga e complessa. L’uomo, difeso dall’avvocato Joseph Donegani, ha ottenuto verdetto ampiamente liberatorio da un’accusa di bancarotta fraudolenta documentale. Il verdetto arriva al termine di un estenuante percorso processuale, dipanatosi in sei gradi di giudizio e segnato da due annullamenti con rinvio da parte della Corte di Cassazione. La vertiginosa successione dei fatti ha visto un primo ciclo completo tra tribunale, appello e suprema corte, seguito da un nuovo appello, un secondo passaggio in Cassazione e, infine, l’ultimo decisivo pronunciamento del collegio di secondo grado.
In passato, l’imprenditore era già stato assolto da una contestazione di bancarotta preferenziale. Restava tuttavia attiva una condanna per l’ipotesi di bancarotta distrattiva. Con quest’ultima pronuncia favorevole sulla parte documentale, i giudici di secondo grado hanno provveduto anche alla rideterminazione della pena, ricalcolandola esclusivamente per l’unico reato per cui è rimasta la responsabilità penale.
L’assoluzione cancella l’accusa più grave che pendeva sull’imprenditore, confermando la linea della difesa dopo anni di battaglie nelle aule di giustizia.













