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TENENTE | Ucciso nel 1920

Gela: Casciana, l’eroe dell’Hotel Balkan, caduto per mano degli squadristi. La stele rimossa ingiustamente e dimenticata


di Redazione

Gela: Casciana, l’eroe dell’Hotel Balkan, caduto per mano degli squadristi. La stele rimossa ingiustamente e dimenticata
attualità
16 Lug 2020

Nel centesimo anniversario della sua morte, si vuole ricordare il tenente Luigi Casciana a cui il Comune nel 1937 (podestà Vincenzo Gueli), fece innalzare una stele, dedicata anche Giovanni Guccione, Medaglia d’Oro della Grande Guerra, nelle immediate vicinanze del municipio (sul marciapiede di via Giacomo Navarra Bresmes, di fronte l’attuale via Pisa), un monumento alla memoria per perpetuarne il ricordo ai posteri, ma nel 1953, in base ad un’ordinanza prefettizia di “defascistizzazione”, fu smontato e relegato in un magazzino comunale, dove col tempo se ne persero definitivamente le tracce, nonostante fosse stato deciso di ricollocarlo al proprio posto. La rimozione fu decisa perché, oltre al testo, ai lati della stele del monumento vi erano due fasci littori. Sulla stele del monumento si leggeva la seguente epigrafe:

CONTRO IL NEMICO ESTERNO
GIOVANNI GUCCIONE
MEDAGLIA D’ORO
CONTRO I NEGATORI DELLA PATRIA
LUIGI CASCIANA
MARTIRE FASCISTA
COMBATTENDO FECONDARONO
COL LORO SANGUE
IL NUOVO IMPERO DI ROMA
CHE
MUSSOLINI HA FONDATO
AI DUE FIGLI EROICI
GELA
NELL’ANNO XV DELL’ERA FASCISTA
DELL’IMPERO
CONSACRA
NON FRUSTRA

I fatti che coinvolsero Luigi Casciana accaddero nel 1920 in Dalmazia, una regione della Penisola Balcanica allora italiana, oggi divisa tra Croazia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro. Casciana, sottotenente del 76° Reggimento Fanteria del Regio Esercito Italiano, il 13 luglio del 1920 a Trieste ebbe l’ordine di proteggere con un drappello di soldati un gruppo di persone di minoranza etnica, alloggiate all’Hotel Balkan, da un’azione di protesta italiana guidata da un manipolo di squadristi; durante tale protesta, però, dall’edificio furono sparati diversi colpi d’arma da fuoco e lanciate alcune granate e alcune schegge colpirono a morte Casciana.

Dopo lo sbandamento dei soldati posti a guardia dell’albergo, i dimostranti
presero il sopravvento e con il lancio di bombe a mano causarono un principio d’incendio dell’edificio a cui seguirono una serie di esplosioni causate, a quanto pare, dal materiale bellico occultato all’interno da forze jugoslaviste e slovene. Sul numero 16 del giornale “Il Dalmata” del luglio del 1920, in un articolo dal titolo “Sull’ex Hotel Balkan corone tricolori in memoria dei caduti di Spalato e Trieste”, si legge il resoconto di una manifestazione fatta a Trieste di cui si riportano qui alcuni stralci: «Due corone d’alloro per i Caduti del 1920 sono state deposte a cura del libero Comune di Zara in Esilio, della Lega Nazionale di Trieste e della Federazione Grigioverde, che raggruppa 32 associazioni d’arma, sul portale della Scuola interpreti dell’Università di Trieste, già Hotel Balkan. Il rappresentate dei dalmati Renzo de’ Vidovich ha rievocato i tumulti del 1920 culminati con l’eccidio di Spalato, nel quale presero la vita il Comandante Tommaso Gulli, MOVM della Marina militare italiana, e il motorista Aldo Rossi della Regia Nave Puglia ancorata nel
porto di Spalato, dell’uccisione all’arma bianca in piazza Unità d’Italia di Trieste di un pacifico dimostrante di origine dalmata, Giovanni Nini e del tenente Luigi Casciana. L’onorevole de’ Vidovich ha richiesto che la Scuola interpreti sia intitolata al tenente Luigi Casciana, ricordando che il suo sacrificio ha avuto luogo proprio davanti all’Hotel Balkan che difendeva da un corteo di protesta italiano guidato da un manipolo di fascisti. Dal Balkan si sparò sui soldati italiani e si gettò una bomba che ferì a morte il generoso ufficiale che garantiva l’ordine pubblico e i diritti delle minoranze linguistiche presenti a Trieste».

Contrariamente a quanto riportato dalla storiografia fascista, quindi, sembra scontato che Casciana, definito come “martire fascista”, nulla ebbe a che fare con quel nascente regime, anzi, si può dire che, se pur indirettamente, l’azione di quegli squadristi fu causa della sua morte. Intanto, nella documentazione dell’archivio comunale consultata, ecco quel che si legge del Casciana: «Casciana Luigi di Gaetano e Giuseppina Sanzo – Tenente di complemento del 142° Reggimento Fanteria nato a Terranova di Sicilia il 3 dicembre 1897. Deceduto il 20 luglio 1920 a Trieste per infortunio” (volutamente senza nessuna specificazione per evitare di scriverne come causa della morte il neonato squadrismo fascista). E ancora: “…concessione di brevetto e di Medaglia Interalleata della Vittoria con il relativo Nastrino.”
[Nuccio Mulè]


Redazione
Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.