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COMUNE | Due temi caldi

Gela: rischio contagio, cimiteri verso la chiusura. Ambulanti in municipio: «Riaprire il mercato». Venerdì un incontro


di Redazione

27 Ott 2020

Mercato settimanale, chiuso per rischio contagio, e ricorrenza dei defunti sono stati i temi caldi del giorno in municipio dove il sindaco, Lucio Greco, ha presieduto una riunione della giunta municipale, convocata nella tarda mattinata.

Cimiteri.

Il numero dei positivi e dei ricoverati (ancora nettamente in salita) comunicati nelle ultime ore dall’Asp preoccupa non poco e in municipio ci si sta rendendo conto sempre di più che, nonostante l’ammirevole impegno di associazioni di volontariato, Croce Rossa e Protezione Civile, contingentare gli ingressi a Farello e al Monumentale sarà impossibile.
Pertanto, l’invito che gli amministratori vogliono lanciare a tutti i gelesi è quello di programmare le loro visite ai defunti da oggi e fino a venerdì (oppure dal 3 novembre in poi) perché non è escluso che a breve possa arrivare una ordinanza di chiusura.

Mercato settimanale.

Gli ambulanti del mercato settimanale, sospeso con ordinanza sindacale a causa dell’emergenza Covid, si sono presentati questa mattina davanti a Palazzo di Città e hanno chiesto di essere ricevuti dal sindaco. L’incontro si è svolto alla presenza dell’assessore alle Attività Produttive, Terenziano Di Stefano. I commercianti hanno chiesto all’amministrazione comunale di rivedere la loro posizione e hanno dichiarato di essere pronti a rispettare e far rispettare tutte le regole anticontagio, purché si permetta loro di lavorare.
«Non vogliamo penalizzare nessuno – ha detto il sindaco – tantomeno i lavoratori e gli operatori onesti e quelli che hanno già pagato il prezzo più alto durante la prima ondata. Per questo, la decisione di chiudere è stata a lungo ponderata e presa dopo una interlocuzione con gli assessori e il consiglio comunale. Purtroppo, siamo alle prese con una pandemia globale. Non ci sono decisioni giuste o sbagliate, ci sono decisioni da prendere a malincuore ed in prospettiva per il bene della collettività. Quella di chiudere il mercato non è stata presa a cuor leggero, ma è scaturita dalla constatazione che non è possibile controllare e contingentare gli ingressi, quindi gli assembramenti sono inevitabili. Vero è che si tratta di un’attività che si svolge all’aperto, ma è anche vero che non regge il paragone con i negozi, dove, sebbene al chiuso, gli ingressi si possono tranquillamente gestire e regolamentare. I numeri che l’Asp ci comunica giornalmente, purtroppo sono ancora in salita. Ci sono persone che si stanno ammalando, sono nostri concittadini e gli ospedali sono sul punto di collassare. Dobbiamo per forza, di concerto con le autorità sanitarie, fare qualcosa, e questo è solo uno dei provvedimenti che siamo stati costretti ad assumere, con la speranza di poterlo annullare quanto prima se i dati sui positivi e i ricoverati dovessero iniziare a migliorare».
I commercianti, alla fine, sono andati via con la promessa di essere di nuovo convocati venerdì pomeriggio. In questi tre giorni il Comune si impegna a seguire in maniera ancora più attenta e assidua il monitoraggio circa l’avanzata del virus e, se i nuovi dati dovessero essere promettenti, a studiare soluzioni alternative alla chiusura.

«Non ho perplessità ma preoccupazioni – dice Greco – perché sono consapevole dei problemi che conseguono a questa decisione. Io, però, sono il responsabile della salute pubblica e con numeri tanto allarmanti e una situazione che rischia di sfuggire di mano da un momento all’altro sono chiamato anche a scelte impopolari ma necessarie».


Redazione
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