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Gela: cocaina e crack, blitz con 5 misure cautelari. Tra i clienti anche professionisti


di Redazione

Gela: cocaina e crack, blitz con 5 misure cautelari. Tra i clienti anche professionisti
cronaca
20 Nov 2025

Cani sciolti, giovani senza scrupoli, disposti a tutto pur di imporsi sul mercato delle sostanze stupefacenti. Non hanno vincolo associativo anche se alcuni di loro fanno parte di contesti familiari nei quali da generazioni si tramanda un codice. Pastori. Ma evoluti. Usano telecamere, app di messaggistica per la vendita delle dosi. Dalla base operativa dello spaccio, un box auto in via Torquato Tasso, nel quartiere Sant’Ippolito, individuato dai carabinieri quale punto di riferimento e raccordo dell’attività, partono i «rider» in scooter, una sorta di sistema delivery. È in quello stabile che i carabinieri, nel corso di un blitz, scoprono e sequestrano un vecchio iPhone bianco: è nascosto in un comodino, intestato a un prestanome e serve esclusivamente a ricevere gli ordini della droga.

Giovani ma non certo sprovveduti. Consci del pericolo di essere notati o peggio intercettati. Per questo avevano un sistema per rilevare anzitempo la presenza di pattuglie in zona.

L’intero gruppo è stato disarticolato dall’operazione scattata all’alba di oggi.

Nelle conversazioni, come nei messaggi, usavano un lessico criptico. La cocaina era «pecora» o «parti di ricambio» o «regalino». Per il crack usavano parole convenzionali quali «caffè» o «bacio». Gli indagati erano tutti legati da vincoli familiari o amicizia stretta.

I nomi del blitz.
In arresto:
Emanuele Curvà di 25 anni
Paolo Cavallo di 55 anni
Ricercato:
Crocifisso Curvà di 49 anni
Ai domiciliari:
Carmelo Salvatore Curvà di 51 anni
Obbligo di dimora:
Cesare Schembri di 24 anni
Altre 6 persone sono indagate a piede libero. Nei confronti di uno di loro, una ragazza di 34 anni (E.A. le iniziali) il gip ha rigettato la richiesta di misura cautelare.

I provvedimenti sono cinque: solo quattro arresti, però, sono stati eseguiti dai carabinieri. Un quinto indagato, Crocifisso Curvà, dopo l’interrogatorio, si è spostato in Germania, ufficialmente latitante. Ecco che le norme introdotte di recente, stridono se ad esempio vengono calate in contesti difficili quali quello gelese.

L’indagine parte originariamente da una rapina, compiuta in via Ruggero Settimo: una giovane, dipendente di una ditta riconducibile a un noto imprenditore gelese, viene assalita da due giovani in moto che le rubano la borsa con dentro 80 mila euro, ricavato delle attività aziendali (bar, tabacchi e altro). È il settembre del 2022. I militari dell’Arma partono da quel colpo e iniziano ad annodare i fili. Mettono sotto controllo alcune utenze telefoniche. Durante una conversazione una donna, molto nota in città per via della sua attività, si trova a discutere con l’imprenditore, gli parla di certi soggetti invischiati nello spaccio. Poi le indagini continuano, si aggiungono pedinamenti e controlli. Tra gennaio e settembre del 2023 i carabinieri ricostruiscono l’intero un quadro. C’è un gruppo di pastori che sta tentando il salto di qualità. Nel settembre 2025, due di loro, padre e figlio, vengono trovati con una pistola e un fucile, nascosti nel loro ovile.

Vengono registrati circa 250 episodi di cessione di droga. Un giro di soldi e droga vertiginoso. L’indagine restituisce infatti lo spaccato di una città che si conferma difficile malgrado nel tempo abbia perso vecchi riferimenti risalenti alla faida degli anni ’80-’90. La disponibilità di armi e il traffico di droga, la circolazione di sostanze quali il crack, rappresentano elementi di forte pericolo sociale, aumentano i rischi nelle strade e nei luoghi pubblici, anche per i comuni cittadini.
La droga è un male, una mala pianta che induce persona normali ad assumere condotte impensabili, come nel caso di una donna affermata, cliente affermata del gruppo di spaccio, costretta perfino a prostituirsi pur di assecondare la dipendenza alla cocaina e recuperare il denaro necessario all’acquisto delle dosi.

L’istantanea che emerge è di clienti per lo più giovani e di varia estrazione: l’ingegnere, l’operaio, la donna in carriera, persone note e professionisti, come pure gente comune. Tutti attratti dalla droga, soprattutto dalla cocaina. Una circolo vizioso ed ermetico, spacciatori e acquirenti, vincolati da fiducia reciproca al fine di evitare permeazioni esterne.
Il costo è di 40-80 euro per una sola dose: c’è chi ne acquista anche 4 o 5 al giorno e si rovina.

Indicativa è anche la spavalderia del gruppo. Uno degli indagati, Paolo Cavallo, seppure ai domiciliari con braccialetto elettronico, intrattiene rapporti con uno dei pusher che gli consegna la droga apponendola nel panierino. E poi a sua volta rivende le dosi.

Spregiudicati e disinvolti. Ecco perché il procuratore capo, Salvatore Vella, parla di radici mafiose che questa città fatica a dismettere. Ma l’operazione di oggi è certamente un segnale, fortissimo.
L’indagine, nome in codice «White sheep» ailas pecora banca, è stata avviata dai militari del Comando Stazione. L’operazione ha visto operare sul campo uomini del Reparto territoriale e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sicilia. I cinque destinatari della misura cautelare sono tutti gelesi tra i 23 e 55 anni e con precedenti penali alle spalle.


Redazione
Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.