Gela, colpisce compagno col martello. Violenza in classe dopo la ricreazione
di Redazione

Uno studente di quindici anni è stato ferito alla testa da un compagno di classe con un martello. L’episodio di violenza si è verificato all’interno dell’istituto professionale «Ettore Majorana», a ovest della città. Sono in corso indagini per accertare con chiarezza i fatti. Il ragazzo è stato medicato in ospedale e per fortuna non sarebbe in gravi condizioni. «Mi insultava sempre» avrebbe detto l’aggressore, tentando di giustificare l’aggressione al compagno di classe. L’episodio è registrata sotto gli occhi dell’insegnante di educazione fisica il quale, poco prima di riprendere le attività dopo la ricreazione, si era soffermato con i ragazzi parlando di rispetto e dell’andamento scolastico della classe. Proprio durante un momento che doveva essere di riflessione, l’aggressore ha estratto dal giubbotto il martello, molto probabilmente portato da casa, e ha colpito il compagno. È stato l’insegnante a fermarlo prontamente, evitando forse conseguenze che potevano diventare più gravi. La vittima ha un lieve trauma cranico e i medici gli hanno applicato quattro punti di sutura. Sull’episodio sono in corso accertamenti da parte delle forze di polizia.
Non sono mancate reazioni sia nella politica che all’interno dell’istituzione scolastica.
«Quanto accaduto – dice Mimmo Turano, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale – è un episodio gravissimo. La sola idea che una persona possa uscire di casa armata è già di per sé sconvolgente. Pensare che uno studente possa entrare in una scuola con un martello nello zaino è inaccettabile. Da prime ricostruzioni – prosegue – emergerebbe un possibile legame con episodi di bullismo. Confidando che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda, ricordo che la Regione è impegnata da tempo nel contrasto al bullismo e al cyberbullismo».
In mattinata anche le parole della dirigente scolastica, Linda Bentivegna.
«Nessuno – afferma – può farsi giustizia da sé, è inammissibile».
La preside appare decisa a prendere provvedimenti, dopo quanto accaduto stamane nella sua scuola. «Penso che il ragazzo sia venuto a scuola già con il martello. Mi auguro che si sia pentito di quello che ha fatto e comunque penso che si pentirà. Non conosco il motivo di questa aggressione ma non ci saranno ragioni particolari. Entrambi i ragazzi coinvolti hanno poche provvedimenti disciplinari e in ogni caso non per motivi gravi. Cosa abbia spinto lo studente a farsi giustizia da sè, anche per una parola ricevuta o per uno scappellotto, senza chiedere il nostro aiuto, questo non lo so. Mi dispiace perché dovremmo avere più fiducia in noi. Saremmo intervenuti subito per prevenire simili episodi. Interverremo con un consiglio di classe straordinario e prenderemo provvedimenti. Siamo stati noi stessi a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine».






