Gela: dal buio alla luce, il miracolo dell’amore che vince la morte. Donate cornee
di Redazione
Ci sono storie che iniziano proprio lì dove tutto sembra finire, capaci di trasformare l’addio più doloroso in un nuovo e luminoso principio. Un uomo di 75 anni, ricoverato in ospedale, è venuto a mancare nell’abbraccio dei familiari, dopo aver combattuto contro un male incurabile. Eppure il suo viaggio non si è interrotto tra le mura di quella stanza. Grazie al coraggio e alla straordinaria generosità della sua famiglia, le sue cornee continueranno a vivere, pronte a restituire la luce, i colori e la speranza del mondo a un altro paziente condannato al buio. Il decesso è avvenuto nell’Hospice del «Vittorio Emanuele», dove l’equipe sanitaria si è presa cura del paziente nelle ultime settimane. Il delicatissimo intervento di prelievo è avvenuto direttamente all’interno della struttura, in un ambiente protetto dove ogni gesto assume un valore sacrale. A guidare le operazioni con assoluta precisione e profondo rispetto è stata l’equipe medica guidata dal medico oculista Fabrizio Cafà. Questo lodevole successo scientifico e umano è stato accolto con profonda commozione dal Centro Regionale Trapianti. Al suo fianco opera da oltre vent’anni opera il Coordinamento Locale per la Donazione di Organi e Tessuti, che ha curato tutti gli aspetti organizzativi e amministrativi necessari alla realizzazione del percorso donativo. la struttura, guidata dal medico rianimatore Marina Cilestri si compone anche degli infermieri Giuseppe Provinzano e Salvatore Nigito. Entrambi gli organismi si sono detti entusiasti per l’ennesimo traguardo di civiltà raggiunto, un risultato che proietta ancora una volta il territorio di Gela ai vertici della sensibilità sociale e della cultura del dono.
«Una singola donazione di cornee – dice la dottoressa Cilestri – può restituire la gioia della vista e migliorare profondamente la qualità di vita di chi attende un trapianto. Ringrazio il donatore, i suoi familiari, per aver lasciato una testimonianza così luminosa di amore verso il prossimo, dimostrando come anche nei momenti più difficili sia possibile compiere un gesto capace di generare vita, speranza e futuro. Perché anche quando una vita si spegne, può nascere una nuova speranza. Donare è un gesto che non cancella il dolore della perdita, ma lo trasforma in una possibilità di rinascita per gli altri».
La legge proteggerà i nomi del donatore e del ricevente dietro il giusto velo dell’anonimato. Non importa sapere chi siano. Oggi, due perfetti sconosciuti sono legati per sempre dallo stesso destino e dal filo invisibile del dono più grande: quello di una vita che rinasce e sconfigge il buio proprio nel momento della fine.













