logo TODAY 24 Gela
Licata, IT
32°
Sunny
CARABINIERI | Operazione

Gela: duplice tentato omicidio, cinque arresti. La sparatoria in un’abitazione di Riesi


di Redazione

Gela: duplice tentato omicidio, cinque arresti. La sparatoria in un’abitazione di Riesi
cronaca
23 Set 2025

Svolta nelle indagini sul duplice tentato omicidio del 10 settembre scorso, quando vennero feriti Simona Maganuco, 27 anni di Gela e Roberto Prestifilppo, 21 di Riesi. La giovane gelese riferì di essere stata raggiunta da un colpo alla spalla mentre passeggiava con il cane, in zona Montelungo, ma gli sviluppi delle indagini hanno adesso fornito uno scenario ben più grave e inquietante. È stata una spedizione punitiva, condotta da soggetti gelesi nei confronti di due fratelli ventenni di Riesi. Una ritorsione per un presunto debito di droga. Nella notte carabinieri del reparto territoriale di Gela e militari del comando stazione di Riesi, dopo aver ricostruito l’intera trama, hanno dato esecuzione a un’ordinanza con cinque arresti. Un sesto giovane implicato nei fatti è stato denunciato a piede libero.

In carcere sono finiti:
Simona Maganuco, 27 anni, di Gela;
Carmelo Manuel Giorlando, 38 anni di Gela;
Michael Giorlando, 27 anni, nato a Catania e residente a Gela;
(tutti accusati di tentato omicidio e porto d’armi da fuoco, nello specifico due pistole semiautomatiche calibro 380 e 6,35).
Roberto Prestifilippo, 21 anni, di Riesi, accusato di detenzione di fucile artigianale.
Agli arresti domiciliari:
Samuele Giorlando, 18 anni, nato a Milano e residente a Mazzarino, accusato di tentato omicidio e porto d’armi da fuoco.
Indagato a piede libero un ragazzo di vent’anni (O.P. le iniziali), accusato di detenzione di armi da fuoco.

Lo scenario.
Il gruppo dei gelesi aveva pianificato l’eliminazione fisica di Roberto Prestifilippo, per presunti debiti di droga. Quel pomeriggio a Riesi poteva scapparci una carneficina. I gelesi infatti erano arrivati armati. Avevano con sé due pistole semiautomatiche al momento dell’irruzione in casa del giovane riesino. Il quale, a sua volta, deteneva un fucile a doppietta di fabbricazione artigianale, con il quale avrebbe potuto rispondere al fuoco: il rischio di una strage. E anche di una spirale di violenza. Infatti, dopo la sparatoria del 10 settembre, Prestifilippo, seppur ferito, avrebbe covato propositi di vendetta. «A me hanno sparato? – avrebbe detto a un familiare in uno sfogo – Ora faccio tremare tutta Gela, gli sparo io a loro. A giorni mi alzo dal letto e vedi cosa succede. Pure a suo figlio di tre anni sparo in bocca».

I fatti.
Quel pomeriggio il gruppo di Gela, ovvero, i fratelli Carmelo Manuel, Samuele e Michael Giorlando e Simona Maganuco, decide di recarsi a Riesi per regolare i conti con i fratelli Prestifilippo, in particolare Roberto. Una spedizione punitiva. I gelesi arrivano a bordo di una Fiat «Cinquecento X» presa a noleggio. I due gruppi si conoscono. Uno dei gelesi chiama il fratello minore di Roberto e gli chiede di vedersi in piazza De André. Il giovane di Riesi, forse temendo per la propria incolumità, li invita a vedersi vicino casa sua, in via Salita Galatea e non in piazza. Uno dei gelesi, Samuele Giorlando, bussa alla porta, ma poi si allontana con una scusa dicendo che da lì a poco farà ritorno. A tornare però sono i suoi fratelli (Manuel e Michael) e la Maganuco. Sono armati e colpiscono il giovane con il calcio di una pistola alla testa. Nella colluttazione parte un colpo per sbaglio e Simona Maganuco viene ferita alla spalla dal fuoco amico. Roberto Prestifilippo, che dorme al piano di sopra, sente il tafferuglio, accorre, e viene subito freddato con un colpo alla spalla. Stramazza al suolo. I gelesi fuggono a piedi. Poco dopo Prestifilippo, ferito gravemente nel conflitto, viene soccorso e condotto in ospedale a Mazzarino e da qui viene trasferito in elicottero a Caltanissetta per un delicato intervento chirurgico. Ai carabinieri non racconta nulla. La Maganuco viene portata a Gela dai complici e lasciata nei pressi dell’ospedale, dove si presenta raccontando la storia fantasiosa del cane e della passeggiata. «Ero a Montelungo e ho sentito un bruciore alla spalla, ho visto che sanguinavo, non so chi mi abbia sparato».
Ma i carabinieri sono già in azione. I filmati di alcune telecamere piazzate in centro a Riesi vengono messi in collegamento con altri indizi: l’abitazione messa a soqquadro, fatto tipico di una colluttazione, i bossoli trovati a terra, le tracce di sangue. In strada, a Riesi, però nessuno ha visto o sentito nulla. Partono le intercettazioni, i pedinamenti. In poche ore i militari ricostruiscono il quadro e riferiscono ai magistrati. La scorsa notte l’esecuzione dei provvedimenti di custodia. Fatta piena luce su un duplice omicidio che poteva essere una carneficina. E si è evitata una spirale di vendetta che era già in preparazione.

Le misure cautelari sono state emanate dal gip di Caltanissetta, Emanuela Carrabotta, su richiesta dei pm della Procura del capoluogo. Alle indagini hanno attivamente preso parte i carabinieri del nucleo investigativo di Caltanissetta, che hanno agito sul campo al fianco dei militari del Reparto territoriale di Gela e dei comando di Riesi.


Redazione
Today 24 è un giornale on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.