Gela: emergenza carcere, mancano agenti ed educatori. Domani incontro con Alemanno
di Redazione
Carceri sovraffollate e con un numero di agenti ed educatori di molto inferiore rispetto alla popolazione di detenuti. È quello di Gela, secondo i dati diffusi dal Movimento Forense, assieme al «Pagliarelli» di Palermo, a Catania piazza Lanza e all’istituto di pena di Siracusa, rappresenta la vetta dell’emergenza. A Gela, come nelle altre 22 carceri dell’isola, si registrano oltre 7.100 reclusi per una capienza dichiarata di soli 6.440 posti, con punte di grave criticità e sovraffollamento proprio nel penitenziario di contrada Balate, come anche a Palermo, Siracusa e Catania. Una condizione aggravata da una marcata carenza di organico della Polizia Penitenziaria e del personale educativo con una media un solo educatore ogni 95 detenuti. Quindi, rispetto alla capienza ufficiale ci sono 660 detenuti in più mentre il sovrannumero sale a 1300 carcereati se si considera il numero di posti effettivi. Il tema sarà al centro del convegno «Giustizia senza vendetta – Riflessioni e proposte sul sistema sanzionatorio penale», in programma domani, dalle 10.30 alle 13 nell’Aula Magna della Corte d’Appello di Palermo. L’evento, promosso dal «Movimento forense Palermo», intende lanciare un chiaro messaggio al mondo delle istituzioni e dell’avvocatura, affinché la risposta dello Stato alla criminalità abbandoni ogni logica punitiva e riaffermi i principi costituzionali di umanità e rieducazione della pena. Al centro del dibattito vi sarà la testimonianza e l’intervento di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma ed ex ministro, autore del libro «L’emergenza negata: il collasso delle carceri italiane», che porterà una riflessione scaturita direttamente dalla propria personale vicenda giudiziaria e dall’esperienza carceraria. Alemanno ha scontato quasi un anno e mezzo di carcere per via di un residuo di pena dovuto alla condanna per il coinvolgimento in uno dei filoni dell’inchiesta «Mondo di Mezzo». Un esperienza che lo ha segnato molto e ne ha fatto uno dei promotori della battaglia civile per una condizione carceraria accettabile.
«Con questo incontro – spiega l’avvocato Maria Carla Grimaldi presidente del Movimento Forense – intendiamo accendere i riflettori su una giustizia che deve tornare a essere baluardo di civiltà e rispetto della dignità umana».













