Gela, evasione fiscale per oltre un milione di euro. Nascosti anche debiti di gioco
di Redazione
Professionisti e imprenditori occultavano ricavi tramite raffinati sistemi di doppia contabilità «in nero», al fine di abbattere i ricavi effettivamente ottenuti, in violazione alle norme tributarie. Nella sola area di Gela, la Guardia di Finanza, ha individuato 3 evasori totali e 2 parziali, ricostruendo la base imponibile sottratta a tassazione per 1,2 milioni di euro oltre a 300 mila euro di Ires e 270 mila euro di ritenute non versate. Le evidenze emerse in fase di verifica hanno fatto sì che uno dei contribuenti, vistosi scoperto, ha già formalizzato la propria adesione al verbale redatto dai militari garantendo l’incasso delle imposte evase all’Erario, confermando la correttezza dei rilievi constatati in fase di controllo. I controlli tra attività e imprese gelesi rientrano in una più vasta operazione di controllo che ha permesso alle Fiamme Gialle di individuare in provincia, nei primi due mesi dell’anno, 11 evasori totali completamente sconosciuti al fisco e 2 parziali per ricavi sottratti a tassazione pari a 6 milioni di euro. Tra le situazioni maggiormente rilevanti, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caltanissetta ha individuato 5 soggetti operanti nei settori delle costruzioni e dell’autotrasporto. Le complesse attività ispettive eseguite dai militari hanno consentito di rilevare elementi di reddito sottratti al fisco per circa 5 milioni di euro oltre a 700 mila euro di IVA e 300 mila euro di ritenute non versate.
Emblematico è il caso di un titolare di un’impresa edile che ha omesso ogni obbligo tributario per coprire ingenti debiti accumulati con il gioco d’azzardo.
I finanzieri del Gruppo Caltanissetta, nell’ambito delle attività di contrasto all’abusivismo commerciale e di controllo economico del territorio, hanno individuato tre officine meccaniche operanti in totale assenza di autorizzazioni. Le attività, completamente sconosciute al Fisco, risultavano prive di Partita IVA e delle licenze obbligatorie per l’esercizio della professione.
Durante gli interventi, le Fiamme Gialle hanno proceduto al sequestro dei macchinari e delle attrezzature presenti nei locali. L’operazione ha permesso di constatare ricavi non dichiarati e un’evasione dell’IVA.
L’emersione delle imprese abusive è un pilastro della lotta all’evasione fiscale condotta dalla Guardia di Finanza. Operare “nell’ombra” non significa solo evadere le tasse, ma ignorare le tutele previdenziali e le norme sulla sicurezza, creando una ricchezza illegittima a danno della collettività.
L’intervento delle Fiamme Gialle non si limita alla sanzione, ma punta a ripristinare l’equità: ricostruendo la reale capacità economica dei soggetti coinvolti a tutela di tutta la collettività in modo da garantire che le risorse recuperate tornino a finanziare sanità, scuola e sostegno alle fasce deboli e sostenere le imprese sane.
Per la Guardia di Finanza, contrastare l’evasione non è solo un compito istituzionale, ma un impegno quotidiano per costruire una base solida per lo sviluppo di tutti, eliminando la concorrenza sleale di chi non paga le tasse.





