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Gela: il doping, l’inchiesta e i rischi per la salute. Mito degli atleti, piaga per lo sport


di Emanuele Lo Blundo

Gela: il doping, l’inchiesta e i rischi per la salute. Mito degli atleti, piaga per lo sport
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10 Lug 2020

È notizia di ieri il rinvio  giudizio della Procura per quattordici persone, accusate a vario titolo di utilizzo e commercio di sostanze stupefacenti. La piaga del mondo dello sport non sembra ancora debellata e mina la fiducia degli sportivi “sani” e degli appassionati.

Il doping è molto più diffuso di quanto si pensi, sia a livello professionistico che amatoriale: anche il ministero della Salute ogni anno stila report sui controlli e le positività degli atleti delle varie discipline sportive.

Le sostanze dopanti, soprattutto negli sport molto fisici, spingono il corpo a migliorare la qualità muscolare e di conseguenza la resa del gesto fisico richiesto dalla disciplina. A titolo solo esemplificativo, queste sostanze sono tutte derivate dal testosterone e dal Gh, ormoni che il nostro corpo produce naturalmente e che sono responsabili anche del miglioramento muscolare. Purtroppo moltissime di queste sostanze, una volta assunte, vengono smaltite velocemente dal corpo e quindi risultano molto difficili da rilevare con i normali test anti-doping.

Nello sport professionistico, gli atleti in gara assumono sostanze in grado di migliorare drasticamente la resa fisica, portando a risultati “oltre l’umano”. L’obiettivo è chiaramente primeggiare nella disciplina. In quello amatoriale, purtroppo, nelle palestre viene portata avanti dalle persone affette da un disturbo, che la medicina e la psicologia indicano come “vigoressia”: se l’anoressia e la bulimia sono rispettivamente disturbi della persona, che si vede troppo grassa e smette di mangiare, o della persona che non riesce a fare a meno di mangiare, la vigoressia è una sindrome che porta a non essere mai soddisfatti del proprio livello muscolare, a vedersi sempre più grossi e muscolosi, cercano di aumentare il proprio peso corporeo mantenendo la stessa definizione muscolare e cercare “aiuto” nelle sostanze dopanti, a scapito della propria salute. Un altro nome della vigoressia è infatti “anoressia inversa”.

L’uso di queste sostanze porta a gravissimi effetti collaterali: ingrossamento degli organi interni, specialmente il cuore che è una delle cause principali di morte degli atleti (il cuore ingrossandosi fa molta più fatica a pompare sangue), calo della libido, disfunzione erettile, malfunzionamento della prostata che può sfociare in tumore, tumore al fegato, nelle donne donano tratti maschili e interrompono il ciclo mestruale.

Non esistono ad oggi dosi minime per le quali non ci siano effetti collaterali o danni all’organismo e purtroppo dobbiamo aggiungere che anche chi ha fatto uso di sostanze e poi smette dovrà portarsi dietro per tutta la vita gli effetti sia sul fisico che sulla salute, quindi anche ricorrere a piccoli quantità per brevi periodi di tempo porta comunque a gravi conseguenze sulla salute.

Gli sport rimangono discipline competitive, ma aldilà della gara il vero avversario di un atleta rimane se stesso. Il duro lavoro, la disciplina, il metodo e la dedizione sono i capisaldi per vivere queste esperienze in modo genuino, senza ricorrere ad aiuti esterni pericolosi per la salute.


Emanuele Lo Blundo
Appassionato da sempre di informatica, fisica, scienza e tecnologia, non disdegna i nuovi mezzi e produzioni della cultura pop. Sul suo comodino non può mancare un classico, un saggio o un romanzo fantasy.