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Gela: dramma di Andrea, pesa 40 chili ma l’Asp «nega» una visita a domicilio


di Redazione

attualità
3 Feb 2026

Ciò che si palesa allo sguardo è un uomo la cui condizione induce, in chiunque lo incontri, un senso di profonda commozione misto a un dolore muto. Magro, emaciato, con il pannolone. Un tempo la sua era un’esistenza ordinaria, trascorsa nella condizione dignitosa di un uomo mai sposato, vita e lavoro al Villaggio Aldisio. Lo chiameremo Andrea, ma il nome è di fantasia. Evitiamo di pubblicare la foto che pure ci è stata fornita, o le generalità, nel rispetto del dettato deontologico e per tutela della privacy. Accanto a lui, da sempre, la presenza costante di una sorella che lo assiste, gli cucina, si dedica al sostentamento. Tuttavia, un imprevisto tecnico all’automobile della familiare ha recentemente costretto Andrea a fare affidamento sulla solidarietà degli amici.
L’impatto visivo con la sua figura è straziante: un uomo di media statura che la vita ha scarnificato fino a ridurlo al peso esiguo di quaranta chilogrammi. La sua immagine richiama alla mente, con tragica immediatezza, le ombre dei deportati nei campi di sterminio: una fisionomia penosa che grida aiuto senza emettere suono. Classe ’59, dimostra molto più dei suoi 67 anni, sembra un novantenne. Patologicamente, Andrea appare prigioniero di una severa sindrome della fragilità, un declino multisistemico che ne ha annullato le riserve vitali, rendendolo vulnerabile a ogni minima avversità.
In questo quadro di estrema precarietà, Andrea necessiterebbe di un monitoraggio cardiologico a domicilio. Eppure, il tentativo di prenotare una visita tramite l’Asp, su iniziativa di un amico ha restituito un esito non certo inconsueto: il servizio di diagnostica domiciliare è sospeso. La causa risiede — a detta dell’operatore — nel guasto della «cardiolina», l’elettrocardiografo portatile essenziale per chi, come Andrea, vive confinato tra le pareti domestiche, con grosse difficoltà di deambulazione. La prospettiva di un ripristino del servizio è vaga, non inferiore ai quaranta giorni, condita dall’ammissione — da parte dell’operatore dell’Asp — di una possibile soppressione definitiva della prestazione.
Giriamo l’interrogativo ai vertici dell’Asp tramite i canali istituzionali, nella speranza di una risposta. Ma sappiamo che il tema, il problema, non è solo Gela, non è solo l’Asp.
Se è vero che le liste d’attesa e le carenze strumentali rappresentano una piaga cronica della sanità nazionale, nel cuore della Sicilia centro-meridionale esse assumono i contorni di dell’ingiustizia sociale. Ma di fronte al corpo fragile di un uomo che si sta spegnendo, la gestione della salute pubblica smette di essere un tema statistico per diventare un’urgenza morale che chi governa — soprattutto in Regione — non può più ignorare.


Redazione
Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.