Gela, il mare si conferma risorsa d’oro. Molte spiagge sono da bandiera blu
di Redazione

C’è una Gela che guarda al futuro con l’ambizione dei primi anni Sessanta, quando la città era un punto di riferimento turistico nel Mediterraneo. Oggi, quegli sforzi di amministratori e imprenditori per recuperare una forte identità balneare trovano una solida conferma nei dati: la stragrande maggioranza del nostro litorale gode di un’ottima salute ambientale. Secondo l’ultimo report del dipartimento Sanità e Osservatorio sulla qualità delle acque balneabili della Regione, oltre il 90 per cento del mare gelese e del territorio di Butera è pienamente balneabile. Un dato che rassicura bagnanti e operatori del settore, confermando la qualità delle acque nei tratti più amati e frequentati.
Il cuore pulsante del turismo: città promossa
Le aree che rappresentano il motore dell’estate gelese escono a testa alta dal decreto del Dipartimento regionale per le attività sanitarie. Non vi è alcuna prescrizione per il Lungomare, il Lido Macchitella (1.200 metri di arenile), la splendida Punta Secca (oltre 2 chilometri di costa) e le mete d’elezione di Roccazzelle e Manfria.
Allo stesso modo, nel comune di Butera, le zone di Desusino, Marina di Butera, Ciavola e Due Rocche si confermano mete sicure e cristalline per la prossima stagione, che vedrà i campionamenti ufficiali attivi da maggio a ottobre.
Criticità circoscritte e monitorate
La forza della verità giornalistica impone però di guardare anche a piccole aree «bocciate» dalla Regione, che restano comunque limitate a porzioni marginali rispetto all’estensione totale del litorale. Le restrizioni per inquinamento riguardano aree specifiche e storicamente note: la foce del fiume Gela, comprese la Baia dei Coloni Rodio Cretesi e la Baia di Antifemo ed Entimo (dal fiume sino al bosco Littorio e via Vespucci, discesa Calvario) che, tra quelle inquinate sono le uniche a essere un po’ frequentate in estate, come pure quella del torrente Gattano (a ovest di Macchitella), quasi deserte nella stagione dei bagni. Oltre a queste figurano alcuni tratti alla foce dei torrenti Canticaglione, Rizzuto e Desusino, in territorio di Butera.
Altre zone, come il Porto e l’area industriale, rimangono ovviamente interdette per ragioni logistiche e di sicurezza portuale, così come piccoli tratti rocciosi (Bulala, Montelungo) dove il divieto è legato alla tutela dell’incolumità fisica e non alla qualità dell’acqua.





