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COVID 19 | Zona rossa

Gela, parla medico in prima linea: «Virus fuori controllo, tra sei giorni rischiamo di trovarci con mille casi»


di Redazione

Gela, parla medico in prima linea:
attualità
11 Gen 2021

Buonasera dottor G. grazie di avere accettato questo incontro. Perché teme che il virus sia fuori controllo? «Semplice – racconta mister G. medico di base, in prima linea in questi giorni molto difficili – oramai solo io ne riscontro 6 – 7 ogni 24 ore. E leggo anche il report giornaliero dell’Asp 2. In città abbiamo superato i 700 casi, con questo trend, entro domenica ci troveremo con più di mille positivi».

Dottore, ma ora c’è il vaccino…

«Al momento – argomenta – è una speranza, non una certezza. Io mi vaccinerò. È un rimedio, l’unica scelta seria. Ma al momento viene somministrato solo a noi operatori sanitari. E tra noi, chi è stato vaccinato, diventerà immune dopo almeno un mese, e sempre dopo aver fatto la seconda dose. Parliamo di febbraio. Ancora oggi, quindi, gli stessi sanitari non siamo immuni. Bisogna stare molto attenti».

Da gironi si ventila l’ipotesi zona rossa?

«Sarebbe la soluzione forse più idonea, ma una domanda me la pongo: come comunità siamo pronti a queste ulteriori rinunce? Temo di no, la gente è stanca, non ce la fa più. I cittadini, però, anche senza l’imposizione di zone rosse o scelte draconiane, potrebbero dare una grossa mano. Con un po’ di autodisciplina. Stasera in via Palazzi vedevo gruppetti di persone parlottare tra loro, molti con la mascherina abbassata o coprendo solo la bocca, che non serve a nulla se il naso rimane scoperto. I giovani sono un po’ per i fatti loro, ma tutti lo siamo stati. Dobbiamo comprenderli, ma anche esortarli a fare di più».

Tra i suoi pazienti quanti hanno il Covid?

«Circa quaranta e non è semplice gestirli. Le persone sono un po’ troppo disinvolte quando il Covid ce l’hanno gli altri, ma quando viene contagiata diventa apprensiva, chiama continuamente, teme il peggio. Per fortuna la stragrande maggioranza dei Covid positivi sono asintomatici o con problemi gestibili a casa. Ma il dato dei ricoveri è in aumento. E i 31 morti spezzano il cuore. Sono in prevalenza anziani, ma avrebbero avuto un’aspettativa di vita di cinque, due, dieci anni, chissà. E invece il virus ce li ha portati via».

Perché dice che siamo fuori controllo?

«Semplice. Fare il tracciamento con questi numeri non è possibile. Le Asp, compresa la nostra, temo siano in fortissima difficoltà, malgrado le dichiarazioni ufficiali. Quaranta focolai e oltre 700 positivi sono ingestibili per piccole realtà. Non ci sono controlli su chi rispetta la quarantena obbligatoria. Insomma un caos, il cui risultato è l’impennata del contagio. È un problema che riguarda l’intero Paese. Con quattromila positivi al giorno a livello nazionale il tracciamento è difficile ma possibile. Se, come stasera, sono dodicimila, o i quasi ventimila di sabato, è facile capire che il banco si rovescia».

Colpe?

«Posso parlare della mia esperienza diretta e della mia città. A Gela la maggior parte dei contagi sono per contatto, in ambito familiare o gruppi di persone che si frequentano. Non ho notizia di miei pazienti che hanno contratto il Covid al supermercato o a scuola, per essere chiari. Natale, Capodanno, riunioni di amici e giocate a carte non hanno aiutato a contenere il Covid».

La variante inglese, esiste a Gela?

«Io non ho riscontrato alcun caso, e neppure colleghi me ne hanno parlato. Non credo sia ancora arrivata e speriamo non arrivi».

Teme misure draconiane?

«Guardi spero di incontrarla tra due giorni e commentare insieme un abbassamento della curva di contagio. Ma non ci scommetto un centesimo, purtroppo. Viaggiamo alla media di 50 – 60 casi al giorno. Se non accade qualcosa di positivo entro domenica prossima saremo oltre i 1.000 positivi».


Redazione
Today 24 è un quotidiano on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.