Gela, presidente dell’Antiracket: «Mio figlio ucciso dalla mafia, ora sia riconosciuto vittima»
di Redazione
«Dopo ventotto anni, finalmente un collaboratore di giustizia ci ha restituito la verità che aspettavamo. Mio figlio, Angelo Legname, fu ucciso dalla mafia e non faceva parte dei clan. Chiederò che venga riconosciuto lo status di vittima di mafia». Lo dice Salvino Legname, presidente dell’associazione antiracket di Gela. A parlare dell’omicidio del figlio, barbaramente trucidato nel 1998, quando aveva appena 17 anni, è il collaboratore di giustizia Giuseppe Cavallo, figlio del capomafia della Stidda e anch’egli figura di primo piano dell’organizzazione criminale contrapposta a Cosa Nostra. Legname venne ucciso ventotto anni fa, in un’area rurale. I suoi resti furono ritrovati in un terreno di contrada Balate e per quella vicenda arrivarono condanne. «Aleggiava il dubbio – afferma il presidente dell’Antiracket – che mio figlio potesse aver commesso reati ma non è così. Lo conferma il collaboratore di giustizia: è la verità che io e la mia famiglia abbiamo sempre saputo».













