Gela: procedura d’urgenza e incentivi, ricetta dell’assessore per garantire medici all’ospedale
di Redazione
«Una procedura d’emergenza per fare arrivare, subito, più medici all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela . Ne parlerò direttamente con il prefetto». Lo ha detto l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, in visita stamane in ospedale dove da 25 giorni va avanti il presidio allestito dall’amministrazione comunale per reclamare un potenziamento, con più medici e servizi. Caruso ha condotto un sopralluogo in tutti i reparti, compreso il pronto soccorso, che nelle ore notturne può contare su un solo medico in una struttura che accoglie emergenze da tutto il comprensorio dell’area sud della provincia e di diversi comuni dell’hinterland. Sul tavolo anche la richiesta di garanzie per il nuovo ospedale comprensoriale di Gela, previsto a Ponte Olivo, con un investimento di oltre 160 milioni di euro. «Bisognerà offrire degli incentivi ai medici e motivarli per far sì che vengono a lavorare a Gela. La mia presenza qui – sottolinea – è una forma di grande rispetto verso una comunità che in maniera civile ha rappresentato un disagio. Certamente il potenziamento di quella che è la dotazione del personale è una cosa assolutamente indispensabile. Il problema riguarda l’intero sistema sanitario non solo regionale ma anche nazionale. Per far fronte alla carenza di personale sono già stati esperiti diversi concorsi ma non si è registrata una massiccia e sperata partecipazione. I medici potranno svolgere a Gela il credito formativo. C’è già il via libera delle Università di Catania e Palermo». A fianco all’assessore, stamane presenti a gela il manager dell’Asp, Salvatore Lucio Ficarra e il direttore sanitario, Luciano Fiorella. Tra i presenti stamane il senatore Pietro Lorefice e i parlamentari regionali Rosetta Cirrone Cipolla e Salvatore Scuvera.

Duro il giudizio del vicepresidente dell’Ars e leader regionale del Movimento Cinquestelle, Nuccio Di Paola.
«Siamo stanchi – dice – di presentare istanze che puntualmente vengono ignorate. Per questo io oggi non sono nemmeno entrato in ospedale. Vedremo se Caruso saprà smentirci, ma i precedenti ci inducono a essere più che diffidenti. Questo disastroso centrodestra che ha gestito la sanità con logiche clientelari e fallimentari sta mettendo la pietra tombale sulla sanità pubblica. Lo diciamo da sempre: la sanità non è il terreno su cui coltivare le proprie clientela e fare incetta di poltrone mentre il cittadino è abbandonato a se stesso. E finché la politica non ne uscirà fuori, non ci saranno speranze. Il sistema delle Asp ha fallito: vanno chiuse».
(Nella foto grande, in alto, da sinistra, l’onorevole Rosetta Cirrone Cipolla, la viceprimario del Pronto Soccorso Giusy Pezzano, l’assessore Marcello Caruso, il primario del Pronto soccorso Gaetano Orlando, il manager dell’Asp Salvatore Lucio Ficarra e il sindaco Terenziano Di Stefano. A lato, da sinistra, Caruso, Cirrone Cipolla con Enzo Cirignotta, dirigente di Forza Italia accompagnati da personale della Digos).











