Gela, l’ingegner Cascino lascia l’impiego. L’innovatore dall’apprezzato tratto umano
di Redazione
Con oltre quarant’anni di esperienza al servizio del territorio, Giacomo Cascino, ingegnere, punto di riferimento nella gestione tecnica e urbanistica del Comune di Gela, lascia l’incarico e va in pensione. Oggi per l’ultima volta ha strisciato il badge da impiegato. La sua carriera, segnata da competenza, etica professionale e capacità d’innovazione, lo ha visto protagonista di numerosi progetti strategici per la città. Uno per tutti: è stato creatore del primo archivio informatizzato nel lontano 1987, del Settore Urbanistica. Ha inoltre realizzato diversi software personalizzati, che ha donato nel tempo all’amministrazione. Sempre presente nel suo ufficio al Comune, tra progetti, mappe urbanistiche e faldoni ordinati con cura, l’ingegner Cascino non ha bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare. La sua è un’autorevolezza che nasce dall’esperienza, non dall’imposizione.
«Quando ho iniziato – racconta – la città era diversa. Non c’erano software, droni, né smart city. C’erano carta, matita e tanto intuito».

Quarant’anni di servizio tecnico nella pubblica amministrazione non si raccontano in poche righe, ma bastano pochi minuti per capire che Cascino non ha mai vissuto il suo ruolo come un semplice lavoro. Per lui, l’ingegneria è stata il ponte tra il bisogno dei cittadini e la realtà concreta. Ha gestito emergenze, guidato strumenti di pianificazione urbanistica, formato giovani tecnici e collaborato con enti regionali e nazionali. Sempre con un’idea fissa: servire, non comandare.
«Un ingegnere pubblico – dice – deve saper ascoltare, prevedere, ma anche proteggere. Le città sono fragili, soprattutto quando chi le amministra smette di pensarle nel lungo period».
Non ha mai nascosto le sue critiche verso una certa politica clientelare, né si è tirato indietro davanti alle ingiustizie. Schietto, ma diplomatico quando serve, ha saputo mantenere la barra dritta anche quando conveniva voltarsi dall’altra parte.
Fuori dall’ufficio e solo Giacomo, per tutti. Appassionato di psicologia applicata e prestigiazione, autore di diversi effetti di prestigiazione pubblicati su riviste di settore, in qualità di socio del club Magico Italiano e iscritto all’Università Magica Internalionale con sede in Spagna, un mix inaspettato che rivela la sua curiosità per l’animo umano. Dice che lo aiuta a vedere “oltre le apparenze”, anche nei rapporti di lavoro.
«Ogni tanto serve anche un po’ di magia. Ma solo quella vera, che fa sorridere, non quella che serve a nascondere le carte» ci racconta ironico.
Oggi guarda al futuro con lo stesso spirito con cui ha vissuto il presente: con concretezza e immaginazione. E quando gli chiediamo se ha mai pensato di fermarsi, risponde con un sorriso:
“Non si va in pensione dalla passione. Si cambia solo il modo di metterla a frutto.”
Nonostante ciò, al termine del suo lungo e onorato servizio il Comune di Gela non ha ritenuto di rivolgergli alcun saluto ufficiale, né di consegnargli una semplice targa ricordo. Un’assenza formale che però non cancella il rispetto e la gratitudine di chi, in questi anni, ha potuto conoscere e apprezzare il suo impegno quotidiano per la città.





