Gela, l’ombra di nuovi tagli di personale. La Fp Cgil invoca l’intervento dei sindaci
di Redazione
I fari della Funzione Pubblica Cgil restano accesi sul futuro dei 23 operai del servizio di igiene ambientale, in capo alla Impianti Srr, ai quali non sono stati confermati i contratti. Nella sede della camera del lavoro si è tenuto un vertice per fare il punto su una vicenda che rischia di trasformarsi in emergenza sociale e economica. Al confronto hanno preso parte Sandro Pagaria, segretario generale della Fp Cgil di Caltanissetta, Nicola Cannizzo, coordinatore Enti Locali dell’area Sud, i componenti della segreteria confederale Roberto Ferrei e Nuccio Corallo, insieme a diversi responsabili di cantiere e agli stessi dipendenti colpiti dal provvedimento.
La crisi è emersa nei giorni scorsi, dopo che i 23 operatori impiegati nei cantieri locali sono stati sollevati dai loro incarichi a causa di scadenze contrattuali non rinnovate e rimodulazioni strutturali nella gestione degli appalti comunali. I lavoratori, che da tempo garantivano lo svolgimento di attività cruciali per le amministrazioni del territorio, si sono ritrovati da un giorno all’altro senza occupazione.
Dall’incontro è emerso un quadro di profonda apprensione, non solo per il dramma sofferto dai 23 nuclei familiari, ma anche per i primi tangibili disservizi registrati nei comuni coinvolti. A pesare come un macigno è inoltre l’ombra di nuovi tagli: la Cgil teme infatti che il numero degli esuberi possa lievitare nelle prossime settimane, aggravando la tenuta sociale dell’area sud della provincia.
«Non possiamo considerare – si legge in una nota della Cgil – questa vicenda una semplice questione di numeri o di organizzazione dei cantieri. Parliamo di persone che hanno costruito il proprio futuro su questo impiego. La situazione è critica e non può essere sottovalutata, specie di fronte alla prospettiva di ulteriori esclusioni».
La sigla Funzione Pubblica Cgil guarda ora con massima attenzione alla conferenza dei sindaci. L’auspicio è che dal tavolo dei primi cittadini emerga una netta assunzione di responsabilità istituzionale, propedeutica all’apertura immediata di un tavolo di confronto permanente e senza pregiudiziali. L’obiettivo primario resta blindare i livelli occupazionali, azzerare il rischio di nuovi allontanamenti e restituire continuità ai servizi essenziali per le comunità locali.













