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CORONAVIRUS | Trenta operatori in attesa

Gela: quando (e soprattutto se) andremo al mare? Mascherine e plexiglas. L’Ars: chiarezza, per non penalizzare ulteriormente


di Redazione

Gela: quando (e soprattutto se) andremo al mare? Mascherine e plexiglas. L’Ars: chiarezza, per non penalizzare ulteriormente
attualità
16 Apr 2020

Come andremo al mare, e soprattutto, ci andremo? Serve chiarezza in questa fase, soprattutto per gli operatori balneari, titolari di stabilimenti e bagni attrezzati. Da Gela a Falconara il settore comprende una trentina di realtà con le relative maestranze e indotto. Quasi tutti, infatti, oltre ad affittare ombrelloni e lettini, svolgono l’attività di caffetteria, bar e in alcuni casi anche ristorazione. Se e come prepararsi alla «Fase 2» richiederà investimenti in termini di progetto e manutenzione. Per questo in Regione c’è già chi fa pressing sul Governo, raccogliendo le richieste degli operatori balneari. «La “La ‘Fase 2’ permetterà, pur in modo graduale, una ripartenza della attività produttive, commerciali e imprenditoriali. Ma ci sono realtà che più delle altre hanno l’assoluta necessità di sapere con adeguato anticipo quando potranno riaprire: è il caso dei lidi e degli stabilimenti balneari che in Sicilia rappresenta uno dei ‘motori’ dell’economia nella stagione estiva». A rivolgere l’appello al Governatore Nello Musumeci e ai suoi assessori è stato il parlamentare regionale Franco De Domenico (Pd), intervenendo in aula nel corso della seduta di oggi all’Ars. 

«La stagione, anche se in ritardo e con le dovute precauzioni sanitarie, dovrebbe partire. Ma sulla base di quali presupposti? Gli imprenditori e i lavoratori hanno il diritto di sapere, ed il governo regionale ha il dovere di comunicare con un atto formale così come hanno fatto i governatori di altre regioni, se e quando anche in Sicilia sarà possibile ripartire».

«Gli imprenditori – dice ancora De Domenico – devono sapere se e quando potranno effettuare i lavori di preparazione e manutenzione nei loro stabilimenti in vista della prossima stagione balneare, utilizzando la procedura prevista al comma 12 dell’art. 2 del DPCM del 10 aprile 2020. Bisogna inoltre azzerare o quantomeno ridurre al minimo i cavilli burocratici relativi alle autorizzazioni per l’utilizzo di mezzi meccanici sull’arenile, e attivare interventi per abbattere o ridurre il costo del canone di concessione, che è cosa ben diversa dalla sospensione del pagamento ordinario. Si deve inoltre pensare a formule in grado di incentivare le presenze turistiche, per esempio grazie a voucher consegnati attraverso agenzie di viaggio o altri operatori accreditati, da spendere in stabilimenti e strutture ricettive da distribuire alle famiglie siciliane o, se saranno possibili gli spostamenti anche a famiglie di altre regioni».

«Insomma – conclude – è necessario continuare ad avere la massima attenzione alla ‘Fase 1’ nella quale ancora ci troviamo, ma dobbiamo già pensare alle misure che serviranno per sostenere concretamente la ripartenza». 


Redazione
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