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COVID 19 | Lettera al prefetto

Gela: troppi contagiati, scuole in dad fino a fine gennaio? È l’orientamento del sindaco


di Redazione

Gela: troppi contagiati, scuole in dad fino a fine gennaio? È l’orientamento del sindaco
attualità
11 Gen 2022

In base ai dati emersi dal report di ASP di ieri, 10 gennaio, relativi al giorno precedente (9 gennaio), i positivi in età scolastica a Gela sono 808 e rappresentano il 21% di tutti i positivi, ossia 3780. Alla luce di questa situazione, il Primo Cittadino ha preparato una nota per chiedere con urgenza il parere tecnico-sanitario obbligatorio in merito al rischio elevato di diffusione del virus nella popolazione scolastica, ai fini dell’adozione di tutte le misure necessarie per arginare il contagio. La missiva è stata inviata ai vertici dell’Asp, al presidente della Regione, Nello Musumeci, assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, e al prefetto, Chiara Armenia.

«Con riferimento all’oggetto, nel richiamare in questa sede i contenuti della recente Ordinanza emessa dal Presidente della Regione Siciliana, n. 1 del 07.01.2022 , nella parte in cui, nel dichiarare Gela tra le aree sottoposte alle disposizioni previste dalla normativa nazionale per le cd. “zone arancione”, ha anche previsto la possibilità di una sospensione delle attività didattiche con conseguente adozione della DAD, si chiede di Volere esprimere, con la massima urgenza, le prescritte valutazioni tecniche di V/s competenza in ordine alla reale situazione riguardante la diffusività dei contagi tra la popolazione scolastica di questo territorio. La consapevolezza di un ormai elevato numero di residenti risultati positivi al virus, associata alla ormai quasi completa saturazione dei posti letto disponibili in ospedale, mi induce a doverVi sollecitare per la completa definizione di una quanto più possibile dettagliata relazione sulla reale diffusività dei contagi tra le classi di età scolastica e sulle più appropriate misure in grado di prevenirli e/o quantomeno contenerli, anche al fine di vedere attenuata la oggettiva gravità del momento, non fosse altro che in ragione dell’ormai incontrollato e diffuso numero dei nuovi contagi registrati nella popolazione cittadina, specie nelle ultime due settimane. Si sollecita, in ogni caso, l’urgente attivazione di adeguati sistemi di controllo sanitario sulla intera fascia di età compresa tra i 3 e i 15 anni, in tempo utile rispetto alla normale ripresa delle lezioni in presenza, considerando altresì che, proprio al fine di vedere meglio tutelata la salute pubblica nell’attuale aggravarsi dell’emergenza sanitaria, è volontà di questa amministrazione procedere con appropriata ordinanza alla sospensione delle normali attività didattiche con conseguente adozione della Dad per tutte le scuole di ogni ordine e grado della città di Gela, per tutto il tempo in cui sarà in vigore l’istituzione della zona arancione, giusta l’ordinanza presidenziale di cui in oggetto.
Ai fini di quanto sopra, si resta in attesa di conoscere, con urgenza, le V/s determinazioni al riguardo, unitamente ai dati relativi all’effettiva incidenza della diffusività del contagio da virus Covid – 19 tra tutta la popolazione scolastica cittadina, in uno agli esiti delle campagne di screening, evidenziando che, in assenza di V/s parere tecnico – sanitario, non sarà consentita l’emissione di ordinanza sindacale a termini di quanto in proposito previsto con l’ordinanza del Presidente della Regione sopra detta, con alta probabilità di un ulteriore aggravamento della già difficile condizione di allarme sanitario in città».

In serata il sindaco ha rilasciato una breve dichiarazione.

«Il mio pensiero – dice – in linea con quello del presidente del Consiglio Mario Draghi, va nella direzione di invitare ancora una volta tutti i cittadini alla vaccinazione e tutti i genitori a vaccinare i propri figli. E’ un passaggio fondamentale, questo, non solo per poter riaprire le scuole in tutta sicurezza, ma anche per non rischiare nuove chiusure di attività, nuove restrizioni e zone rosse. Chi non si è ancora vaccinato, deve capire una volta per tutte che con il proprio atteggiamento crea danni, pericoli e problemi non solo a se stesso, ma all’intera comunità. Le prossime ore, per quanto mi riguarda, saranno decisive, ma non mi sottrarrò alle scelte alle quali sono chiamato per il bene di tutti e alle mie responsabilità».


Redazione
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