I tagli della Sanità , da Gela a Caltagirone. Roccuzzo: «Scelte penalizzanti, serve attenzione»
di Redazione
«Ancora una volta Caltagirone e il suo territorio vengono penalizzati, con una decurtazione di 25 posti letto, 4 dei quali in Cardiologia. È inaccettabile che la Regione e, in particolare, l’assessorato regionale alla Sanità non colgano sino in fondo la valenza delle aree interne dell’Isola e, fra queste, di un’area come la nostra, che paga già lo scotto della distanza da Catania e che pure rappresenta più di un terzo del territorio dell’intera provincia». Il sindaco di Caltagirone, Fabio Roccuzzo, contesta i contenuti della proposta di riordino della rete ospedaliera siciliana, presentata dall’assessorato regionale alla Sanità e approvata a maggioranza dalla commissione Salute all’Assemblea regionale siciliana.
A pochi giorni dal collega di Gela, Terenziano Di Stefano, Roccuzzo alza la voce e lancia l’Sos a difesa della salute dei cittadini. Il «Gravina» di Caltagirone e il «Vittorio Emanuele» di Gela, sono infatti i due presidi di riferimento di un’intera vasta area geografica. E i due sindaci si rendono conto della penalizzazione decisa con un colpo di forbice dai burocrati di Palermo. E se Gela paga con un taglio netto di circa 10-12 posti letto in meno ancor più grave e la difficoltà di Caltagirone, che perderebbe il doppio dei posti, 25 in tutto, alcuni dei quali nell’unità cardiologica, riferimento di un territorio.
«Il Gravina – sottolinea Roccuzzo – è un avamposto per i cittadini non soltanto dei comuni del Calatino, ma anche di alcuni centri delle province di Caltanissetta, Enna e Ragusa e svolge, quindi una funzione essenziale per un ampio territorio che è anche interprovinciale. Merita più rispetto e concrete attenzioni, così come le comunità che insistono nel suo bacino. La mia non vuole essere una guerra fra città e ospedali, ma è chiaro che vivere a pochi minuti dal capoluogo e dai suoi ospedali e vivere, invece, a 70, persino 90 chilometri, non è la stessa cosa, perché la notevole distanza e gli inevitabili, lunghi tempi di percorrenza, anche in considerazione di una strada ‘difficile’ come la Ss 417 Catania – Gela e delle debolezze strutturali dell’intera rete viaria, si traducono in gravi rischi per la salute di tanti utenti». Secondo il sindaco di Caltagirone, anche il “progressivo depauperamento” di servizi di primaria importanza, come quelli sanitari, si inserisce nel tema delle “aree interne sempre più penalizzate, lo spopolamento delle quali, lungi dall’essere la causa, è invece l’effetto di questo trend. Rivendico con forza – conclude – il diritto alla difesa del nostro territorio. Mi auguro che, in sede regionale, si rimedi all’errore e che il piano di riordino, prima che sia troppo tardi, venga rivisitato e adeguato avendo l’obiettivo prioritario di garantire l’equità nella dotazione dei posti letto”.





