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PALAZZO JUNG

Torna a casa la «Quarto Savona 15», l’auto blindata del giudice Falcone svelata ieri alla presenza della premier Meloni


di Desideria Sarcuno

Torna a casa la «Quarto Savona 15», l’auto blindata del giudice Falcone svelata ieri alla presenza della premier Meloni
14 Lug 2026

La Fiat «Croma» del giudice Giovanni Falcone, è tornata a casa. O meglio, quel che ne resta: distruzione e lamiere. Ad accoglierla una Palermo blindatissima e sull’attenti per l’arrivo della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Un’Odissea lunga, si è conclusa all’alba di ieri, quando un convoglio di militari, carabinieri e polizia penitenziaria ha scortato l’auto del giudice, presso il Museo del Presente di Palazzo Jung.
Nel pomeriggio l’arrivo della premier che ha fatto tappa a Capaci, per rendere omaggio alla stele sul ciglio dell’autostrada in ricordo delle vittime dell’attentato. Poi, il salto in prefettura prima di arrivare al Museo, luogo che d’ora in poi custodirà i resti dell’autovettura. Poco dopo le 17, a Palazzo Jung cala un silenzio ancestrale. Viene svelata al pubblico la «Quarto Savona 15» (nome in codice e sigla radio dell’auto blindata che scortava il magistrato).

Un simbolo, custodito per anni presso la Scuola di Formazione e Aggiornamento del Corpo di Polizia Penitenziaria “Giovanni Falcone” di Roma, che oggi, è temporaneamente affidato alla Fondazione Falcone. La cessione rientra in un progetto volto a valorizzare e tramandare la memoria delle vittime delle stragi mafiose, attraverso la diffusione dei valori della legalità e della memoria. A prendere per prima parola sul palco è la professoressa Maria Falcone, sorella del magistrato assassinato da Cosa Nostra.
«La memoria non è morta, non ha il sapore di passato. È viva, attiva. Mi auguro che il Museo del Presente possa costituire una lezione permanente di legalità, in grado di emozionare i ragazzi. Dall’ emozione nasce la reazione, e quindi una lotta alla mafia che sia degna di uno stato di diritto, come diceva sempre mio fratello» sottolinea con la voce spezzata dall’emozione.

Il Museo del Presente, luogo di consapevolezza e riscatto, sorge in una zona denominata La Kalsa, antico cuore arabo di Palermo. Un quartiere, due strade che si incrociano: quelle di Giovanni Falcone e Salvatore Borsellino. In quelle vie sono cresciuti, hanno fatto amicizia condividendo momenti di vita ordinaria. La loro storia cominciava lì.
«Ci tengo a dedicare un pensiero a Francesca Morvillo. Si parla poco di lei, ma dovete sapere che non era solo la moglie di Giovanni Falcone, era unna donna e una magistrata eccezionale. Mi capita spesso di pensare che se non ci fosse stata lei accanto a mio fratello, la storia sarebbe andata diversamente. Nei fascicoli di Giovanni, erano frequenti le annotazioni, gli appunti di Francesca: il lavoro li univa. Oggi il mio pensiero va a lei, a tutte le donne che combattono, e che sono qui presenti nel nome dei nostri più cari» conclude la professoressa Falcone.
Non trattiene le lacrime la Premier alla vista dell’autovettura, e con lei tutti i presenti.
“34 anni fa l’Italia faceva i conti con un male spaventoso. Non si poteva neanche pronunciare il nome “mafia”, ma la strage di Capaci ha cambiato tutto. Dal quel momento in poi non ci sono state più scuse, il problema riguardava tutti, nessuno escluso.” Annuncia la premier Meloni.
«Gli eroi non sono persone straordinarie, sono persone che hanno deciso da che parte stare. Quale fosse la strada giusta da imboccare. Lo scrittore Tolkien diceva, che sono le piccole mani a fare la differenza, non sempre servono grandi poteri. Il testimone di Paolo, Giovanni è saldo nelle mani delle istituzioni. Occorre lavorare insieme nella lotta alla mafia, facendo luce sulle pagine buie del nostro passato» conclude.
Erano le 17.58 del 23 Maggio 1992 e le lancette della Croma si fermano per sempre. Una visita al Museo del Presente basta a riavvolgere il nastro, e osservando quelle lancette immobili, si comprende che di tempo ne è trascorso. E allora, si esce diversi da come si è entrati. Più coraggiosi, con meno paura.


Desideria Sarcuno
Da sempre appassionata di scrittura, durante gli anni al liceo Classico si avvicina al mondo della comunicazione. Frequenta la facoltà di Giurisprudenza. Ama la musica, le buone letture e il mare.