Mazzarino: Faraci verso la sfiducia, stasera il comizio in piazza. Ipotesi dimissioni
di Redazione
Il sindaco, Domenico Faraci, potrebbe essere ai saluti. Questa sera è in programma il terzo di tre comizi indetti dal primo cittadino mentre domani si riunirà il consiglio comunale per votare la mozione di sfiducia. L’atto era stato proposto da sette consiglieri comunali dopo lo scisma nella maggioranza che due anni fa aveva sostenuto l’Uomo libero in rivolta – così si era presentato nelle sue prime uscite pubbliche – alla elezione e alla guida della città. Il percorso amministrativo di Faraci potrebbe tuttavia essere anticipato di un giorno: stasera, nel corso del comizio, in quella che è la seconda puntata di una sorta di dialogo con gli elettori attraverso la pubblica piazza, il sindaco potrebbe annunciare le proprie dimissioni dalla carica. Nell’ultimo intervento in piazza aveva puntato l’indice contro parte del consiglio comunale senza escludere anche aree della burocrazia del palazzo municipale. Non solo crisi e situazione di ingovernabilità. Il primo cittadino aveva anche elencato i finanziamenti ottenuti per le opere pubbliche e altri aspetti positivi dell’attività amministrativa durante i suoi primi due anni di mandato. A lasciare ipotizzare l’annuncio di dimissioni, in queste ore, contribuiscono anche i rumors secondo i quali Faraci avrebbe salutato i dipendenti comunali, dicendo che quello di oggi sarebbe il suo ultimo giorno da sindaco. Le eventuali dimissioni del sindaco aprirebbero uno scenario diverso. Qualora infatti il consiglio comunale decidesse di non votare la mozione di sfiducia in presenza delle dimissioni del primo cittadino, quest’ultimo avrebbe poi 20 giorni di tempo per ritornare sui suoi passi e rientrare in carica, il che vanificherebbe il tentativo della mozione stessa.
«Se questo è il piano del sindaco – dice Damiano Arena, leader di Lab, forza di opposizione in consiglio comunale – noi non lo consentiremo. Andremo in aula ugualmente e voteremo la mozione di sfiducia. Arrivati a questo punto è giusto andare fino in fondo e dare la parola alle urne. È un gesto di serietà. La scelta deve tornare ai cittadini in un clima di serenità e, soprattutto, di assoluta correttezza e trasparenza».













