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Mazzarino Lab: solo passerelle, mentre Gela ha bisogno di risposte serie e immediate


di Redazione

Mazzarino Lab: solo passerelle, mentre Gela ha bisogno di risposte serie e immediate
attualità
25 Ago 2026

«L’incontro di oggi tra l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso e il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, riporta ancora una volta al centro una questione che non può più essere affrontata con il rituale delle dichiarazioni, delle rassicurazioni e degli impegni rinviati: la sanità pubblica nel comprensorio gelese è davanti a un problema strutturale che richiede risposte strutturali. Da troppo tempo ascoltiamo le solite formule: “il problema non è né la direzione né la politica”, “mancano i medici”. Poi iniziano i rimbalzi: la responsabilità è della politica, del management, delle procedure, della carenza di specialisti, delle difficoltà di reclutamento. Nel frattempo, però, il cittadino continua a essere l’unico soggetto che non può rimbalzare la propria responsabilità su qualcun altro». Lo scrive Damiano Arena, leader di Mazzarino Lab.
«Quando un pronto soccorso – afferma Arena – non riesce a garantire pienamente il servizio, quando un reparto è in affanno, quando una prestazione viene rinviata o un paziente è costretto a spostarsi altrove per ricevere una cura, non interessa al cittadino sapere quale ufficio, quale dirigente o quale livello istituzionale debba essere chiamato in causa. Interessa sapere una cosa molto semplice: se il suo diritto alla salute è garantito oppure no. Ed è proprio qui che bisogna cambiare registro. La battaglia portata avanti dal sindaco Di Stefano non riguarda soltanto Gela. Riguarda un comprensorio di quasi 200 mila persone – oggi ho visto decine di mazzarinesi presentarsi al Vittorio Emanuele – un territorio vasto che non può essere considerato periferia della sanità regionale e che non può essere costretto, ogni volta, a trasformare un diritto in una rivendicazione. Perché la sanità pubblica non è una concessione, non è un favore, non è un privilegio da ottenere attraverso una trattativa politica. È un diritto».
E proprio per questo – dice – riteniamo che oggi non sia più sufficiente salutare positivamente gli annunci. Gli annunci vanno trasformati in atti, assunzioni, servizi, reparti funzionanti, tempi certi e responsabilità verificabili.
L’assessore Caruso ha annunciato interventi e ha fissato una nuova verifica per il 25 settembre. Bene. Quella data non deve essere l’ennesima tappa di un calendario di promesse: deve essere una scadenza. A quella data i cittadini dovranno poter verificare cosa è stato fatto concretamente. Quanti medici sono arrivati? Quali servizi sono stati realmente potenziati? Quali criticità del Pronto soccorso sono state risolte? Quali interventi sono stati avviati? Quali impegni sono diventati provvedimenti? Perché dopo anni di emergenze raccontate come eccezioni, è arrivato il momento di chiamare le cose con il loro nome: se un sistema non riesce stabilmente a garantire i livelli essenziali di assistenza, non siamo davanti a un incidente di percorso. Siamo davanti a una questione politica e istituzionale.
E non accettiamo neppure che la carenza di medici diventi una sorta di alibi permanente».
«Se mancano i medici – afferma – la politica e il management hanno il dovere di spiegare cosa stanno facendo per trovarli, con quali strumenti, con quali tempi e con quali risorse. Se gli strumenti ordinari non bastano, si utilizzino quelli straordinari. Se esistono ostacoli normativi o organizzativi, vengano rimossi. Se servono risorse, vengano stanziate. Quello che non può più accadere è che, mentre le istituzioni si rimbalzano competenze e responsabilità, il peso dell’inefficienza ricada sulle persone più fragili: anziani, malati, famiglie, persone che non hanno la possibilità economica di rivolgersi altrove. Il territorio non chiede corsie preferenziali. Chiede di non essere trattato come un territorio di serie B. Per questo guardiamo con attenzione agli impegni assunti oggi, ma senza indulgenza e senza entusiasmo prematuro. Non servono altre parole: servono risultati. E se il 25 settembre quegli impegni non saranno diventati realtà, sarà dovere della politica, delle istituzioni e della società civile alzare ulteriormente il livello della mobilitazione».

«Perché una cosa – conclude Arena – deve essere chiara a tutti: sulla salute non si può chiedere ai cittadini di avere pazienza all’infinito. La pazienza può riguardare un’opera pubblica, una procedura amministrativa, un progetto.
Non può riguardare il diritto a essere curati».


Redazione
Today 24 è un giornale on line indipendente, fondato nel 2014 da Massimo Sarcuno. Ogni giorno racconta i fatti e le notizie di Gela, Niscemi, Riesi, Butera, Mazzarino e di molti altri comuni del comprensorio. In particolare l’area del Vallone.