Niscemi: la frana e le crisi dimenticate, intervento di Orlandi al parlamento europeo
di Alberto Drago
Il giovane Andrea Antonio Orlandi ha rappresentato la comunità di Niscemi al Parlamento Europeo di Bruxelles, portando all’attenzione delle istituzioni continentali la drammatica situazione del proprio territorio. L’intervento è avvenuto durante la seconda attività della Giornata d’iniziazione della Settimana Europea della Gioventù, un evento di grande portata che ha visto la partecipazione di circa 1000 giovani residenti in tutta l’Unione Europea. Orlandi, esperto di diritti umani, formatore presso la Ong belga Yeu (Youth for Exchange and Understanding), veterano di numerosi progetti Erasmus+ a livello internazionale, è intervenuto nel corso dell’incontro organizzato da Dg Echo, il Direttorato Generale per la Protezione Civile Europea e le Operazioni di Aiuto Umanitario. Durante la sessione intitolata “Crisi dimenticate: cosa sta facendo l’UE per aiutare”, il giovane non ha esitato a denunciare la gravità della devastante frana che ha colpito Niscemi lo scorso 25 gennaio.
In questa sede prestigiosa, Orlandi ha chiesto spiegazioni dirette su come e con quali tempistiche l’Unione Europea scelga di muoversi di fronte ai disastri che colpiscono i territori degli Stati membri. Nello specifico, ha chiesto ai rappresentanti del Direttorato Generale se la risposta europea alla frana di Niscemi avrebbe potuto essere più celere sotto il profilo burocratico e finanziario. Ha sottolineato con forza che la lentezza delle istituzioni finisce spesso per calpestare la dignità umana, proprio quel valore fondamentale che l’UE si impegna, in linea di principio, a tutelare.
Andrea ha fatto rilevare come tra i cittadini di Niscemi prevalga oggi una diffusa sensazione di distanza dalle istituzioni di Bruxelles, esortando il Direttorato a espandere il proprio raggio d’azione operativa anche verso i piccoli centri siciliani. In risposta, i funzionari del direttorato si sono detti consapevoli e dispiaciuti per i fatti di Niscemi, precisando tuttavia che la gestione dei disastri ambientali intra-Ue non compete a Dg Echo, ma ad altri organismi europei. È stato comunque ribadito che l’Unione ha ricevuto per tempo l’informazione del disastro e si è mostrata disponibile a fornire supporto; tuttavia, un’azione reattiva concreta non è di fatto possibile senza una esplicita richiesta ufficiale avanzata dal Governo nazionale.
Orlandi ha concluso il suo accorato discorso ribadendo la necessità di un sostegno immediato per una città che appare oggi affranta e profondamente arrabbiata per una tragedia che, con i giusti interventi, si sarebbe potuta evitare.





