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Niscemi conta i danni al bosco della sughereta. Area naturalistica devastata dal fuoco


di Alberto Drago

Niscemi conta i danni al bosco della sughereta. Area naturalistica devastata dal fuoco
attualità
26 Lug 2025

C’era una volta la Riserva naturale orientata “Sughereta di Niscemi”. È la storia triste di uno dei più grandi crimini naturalistici che si siano mai verificati nel territorio di Niscemi, da raccontare in futuro ai bambini, che purtroppo si è verificato giovedì pomeriggio e che si sospetta sia di natura dolosa. L’incendio si è sviluppato a ridosso di un vigneto di contrada Pisciotto confinante con la Sughereta, appiccato con ogni probabilità da piromani spietati, forse in più punti e si è propagato velocemente fino ad avere assunto vastissime proporzioni con un fronte di fuoco di circa 5 chilometri.
Il rogo, alimentato dalle folte sterpaglie e dal vento proprio quando l’alta temperatura estiva ha toccato picchi massimi nel primo pomeriggio, ha così assunto dimensioni incontrollabili con lingue di fuoco di dimensioni impressionanti, che purtroppo hanno incenerito centinaia di ettari della Riserva Naturale Orientata “Sughereta di Niscemi”.

Il fuoco si è allargato fra le macchie del sottobosco essiccate dai raggi solari ed ha intaccato irrimediabilmente i sugheri secolari della prestigiosa macchia mediterranea boschiva della Riserva Naturale Orientata del territorio. Le fiamme si sono anche avvicinate alla base Muos. Uno scenario apocalittico, caratterizzato da una vastissima e fittissima nube di fumo grigio e nero che si è alzata fino ad avere coperto completamente il cielo di Niscemi, con bagliori di fuoco altissimi fino a tarda ora che sono stati notati anche dai comuni limitrofi.

Ad avere lottato via terra contro gli enormi fronti di fuoco che si sono propagati in quasi tutta la Sughereta, sono stati gli uomini delle squadre antincendio del Corpo forestale intervenuti con le autobotti in dotazione, le guardie forestali, i vigili del fuoco volontari del distaccamento di Niscemi e quelli in servizio permanente del distaccamento di Mazzarino con altre autobotti in dotazione al Corpo.
Interventi di spegnimento anche con l’impiego di due aerei canadair e tre elicotteri del Corpo forestale che hanno eseguito in volo fino a tarda sera lanci d’acqua.
Col buio gli interventi sono stati sospesi e qualche area boschiva durante la notte ha continuato a bruciare, mentre due squadre della forestale che hanno continuato gli interventi anche nelle ore notturne.
Ieri mattina gli interventi di spegnimento sono ripresi sia via terra che aerea per domare gli ultimi focolai.
I danni faunistici e naturalistici della sughereta sono incalcolabili.
Incessante l’impegno della protezione civile del Comune, con la quale il sindaco Massimiliano Conti ha seguito giovedì pomeriggio fino a tarda sera e ieri mattina l’evolversi del vastissimo rogo nella Sughereta.
Le fiamme sono ripartite ieri anche in contrada Ulmo, vicino la Base del Muos e dove sono stati impegnate nelle operazioni di spegnimento fino a tarda sera le squadre antincendio della forestale, i Vigili del fuoco volontari del distaccamento di Niscemi, un canadair e due elicotteri del Corpo forestale.
“Questa è una tragedia” ha commentato il sindaco Massimiliano Conti riferendosi all’incendio “un progetto criminale, con un danno enorme per la nostra comunità ed il territorio.
L’unica cosa positiva rimane che la pianta mosaico la Grande quercia è salva”.

In mattinata le parole dell’onorevole Salvatore Scuvera, parlamentare di Fdi.

«Con profonda amarezza e sdegno – dice – esprimo la mia vicinanza alle comunità colpite dal drammatico incendio che ha devastato una porzione significativa della Sughereta di Niscemi, patrimonio naturalistico e ambientale tra i più preziosi della nostra Sicilia. Quanto accaduto non può essere archiviato come una semplice emergenza estiva. È evidente il sospetto di un’azione criminale premeditata, e in tal senso chiedo con forza che le autorità competenti aprano immediatamente un’indagine per accertare le responsabilità e colpire con la massima severità gli eventuali responsabili. A fronte della distruzione di un ecosistema unico e della perdita di ettari di sughereta secolare, ritengo sia necessario attivare con urgenza un piano straordinario di ripristino e compensazione ambientale, che includa:

il rifinanziamento dei fondi regionali per la riforestazione e la rinaturalizzazione delle aree percorse dal fuoco;

il riconoscimento dello stato di emergenza per il territorio di Niscemi, con sostegni immediati alle famiglie colpite;

Come rappresentante istituzionale della Regione Siciliana, garantirò il massimo impegno per portare queste proposte all’attenzione del Governo regionale e dell’Assemblea, affinché non ci si limiti alla solidarietà, ma si dia seguito a provvedimenti concreti e tempestivi».


Alberto Drago
Giornalista pubblicista, niscemese doc, ha lavorato in varie redazioni locali e regionali, contribuendo negli anni Novanta alla nascita di Antenna Sud. Impegnato nel volontariato con l’associazione nazionale Carabinieri. Collabora con il quotidiano La Sicilia. Ha fondato e diretto il periodico “L’Appunto”.