Niscemi: il libro di D’Alessandro sul bandito Avila, docufilm rivela uno spaccato del dopoguerra
di Claudia Meli
La “Banda dei niscemesi” di Giuseppe D’Alessandro diventa un documentario e riempie l’auditorium del centro socio-culturale “Totò Liardo”. Costruito sull’ omonima opera pubblicata nel 2018, la realizzazione del documentario è nata dalla felice intuizione di Francesco Conti, presidente dell’associazione culturale “Casa d’arte Santa Maria” che ha vestito, per l’occasione, anche i panni di regista. L’opera ripercorre il periodo storico che va dallo sbarco degli anglo-americani agli anni immediatamente successivi la fine del secondo conflitto mondiale:attraverso una ricerca certosina dei documenti ufficiali del periodo, Giuseppe D’Alessandro tratteggia la storia del banditismo siciliano, soffermandosi sulla figura del noto bandito niscemese Rosario Avila, meglio conosciuto come “Canaluni”. Il libro di D’Alessandro ha il merito di illuminare un periodo storico dal profilo complesso: la microstoria che incontra la storia attraverso l’intreccio del fenomeno del banditismo con il movimento separatista. La sua trasposizione documentaristica, attraverso la voce fuori campo di Alessandro Bonacasa, intervallata dalla narrazione dell’autore,guida la platea in questo percorso sondandone le cause, le implicazioni e gli esiti che hanno caratterizzato e insanguinato la Sicilia di quegli anni.

Le immagini eloquenti e rappresentative, le musiche composte da Francesco Conti e Simone Cilio, concorrono alla resa palpabile degli eventi, fattori che hanno contribuito a tenere gli spettatori incollati allo schermo durante la premiere. Un accurato lavoro di traslazione, della durata di circa un biennio, certamente riuscito. Al termine della proiezione, molte domande hanno trovate risposta, alcune hanno offerto spunti di riflessione e altre ancora, forse, non troveranno mai una versione definitiva e ufficiale.


A corollario della prima presentazione ufficiale del documentario è stata allestita una mostra di documenti e cimeli legati ai fatti narrati, tra questi la bandiera del separatismo presente anche nella battaglia di Monte San Mauro tra i militanti separatisti dell’Evis e il Regio esercito italiano, che segnò, di fatto, la fine dell’offensiva armata indipendentista siciliana.
All’evento patrocinato dal Comune di Niscemi hanno collaborato le associazioni “Club Unesco Gela, Butera e Niscemi” e “Archèdu”. Presenti alla premiere, tra gli atri, il Comandante della caserma dei Carabinieri di Niscemi Maresciallo Lorenzo Maggistini, il Commissario della questura della Polizia di Stato di Niscemi Giovanni Minardi, i rappresentanti della Capitaneria di porto di Gela, i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Niscemi e molti spettatori provenienti da paesi limitrofi.









