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Niscemi, polemiche post frana. Conti: «Sei mesi difficili, ma non sono un uomo solo al comando»


di Claudia Meli

Niscemi, polemiche post frana. Conti: «Sei mesi difficili, ma non sono un uomo solo al comando»
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29 Lug 2026

A sei mesi dall’evento franoso che ha colpito Niscemi con tutte le conseguenze tristemente note, il sindaco Massimiliano Conti fa il punto della situazione e degli obiettivi raggiunti.  E mentre da più parti si levano voci sulla lentezza burocratica e su un parziale rendiconto alla città da parte dell’amministrazione comunale degli ulteriori sviluppi ed esiti, la risposta del sindaco è perentoria. «Ho un continuo e diretto rapporto con tutti i cittadini che purtroppo sono oggetto dello sgombero. Non c’è, dunque, alcuna comunicazione lacunosa, riceviamo quotidianamente sia dal Comitato evento franoso Niscemi che dai singoli soggetti richieste di informazioni che puntualmente diamo se ce le abbiamo». Il sindaco aggiunge a questo proposito che le comunicazioni fatte sono quelle ricevute dal commissario per l’area di Niscemi e che l’ordinanza di subentro del commissario per avviare tutte le procedure è al Mef per la bollinatura, appena questa verrà effettuata e poi pubblicata, lo stesso commissario sarà nelle condizioni di adottare i successivi adempimenti di carattere amministrativo. Per quanto riguarda, invece, gli adempimenti curati direttamente dall’amministrazione comunale, Massimiliano Conti dichiara «l’assistenza alla popolazione, il Cas, è stato già erogato in anticipo e poi ci sono tutta una serie di riunioni operative che teniamo con la Regione per il ristoro alle attività produttive e alle aziende agricole. Siamo in linea con la definizione dei provvedimenti che verranno ulteriormente comunicati». «C’è chi ci accusa – continua Conti – di lentezza o disinteresse, ma non è così. Sono partiti il monitoraggio e la collocazione del sistema di controllo stabile sul versante della Sp 10 e della Sp 11 ed è partito un lavoro per la progettazione della gestione delle acque piovane. In questi giorni ci sono sopralluoghi dei tecnici incaricati e voli di droni per la geognostica. È stata approvata la variante sulla gestione delle acque fognarie e il progetto del depuratore è in esecuzione. Al singolo cittadino può sembrare che ci siano dei ritardi, è una situazione non facile. Dobbiamo purtroppo affrontare la complessità».

Diverse però le questioni ancora aperte a cominciare dal fronte scuola e la demolizione degli immobili. A questo proposito abbiamo chiesto al sindaco Conti, quale sarà il futuro delle ventuno classi delocalizzate a causa della chiusura forzata dei plessi Belvedere, Don Bosco e San Giuseppe e a che punto è quel progetto di costruzione di una scuola annunciato da più parti, dalla premier Giorgia Meloni e dal vescovo della diocesi di Piazza Armerina Rosario Gisana.

«L’iter è stato avviato, sono stati stanziati quattro milioni e mezzo e il Comune sarà soggetto attuatore. Vi è un lavoro quasi quotidiano con la Caritas e con la diocesi per divenire alla donazione che loro hanno annunciato. Stiamo aspettando il provvedimento per avviare l’iter». Parlando invece di possibili demolizioni, non vi è contezza, allo stato attuale, del numero degli immobili che varranno demoliti, spiega il sindaco, perché questo risulterà dalle operazioni di monitoraggio: ogni singolo immobile sarà dotato di una scheda, anche sotto l’aspetto geologico, che darà informazioni utili su una futura ed eventuale demolizione. Sulla questione dei centocinquanta milioni di euro stanziati dal Governo nazionale per la messa in sicurezza del territorio e gli indennizzi e se tale cifra (settantacinque milioni) destinata alle opere strutturali di contenimento, riuscirà a coprirne interamente i costi, Conti dichiara «dobbiamo vedere gli esiti delle schede tecniche, delle progettazioni che stanno sviluppando i centri di competenza, del monitoraggio, dello studio e approfondimento geologico che ci diranno tutto questo. Io mi auguro di sì, ma qualora non dovessero bastare noi faremo la nostra parte. Ad oggi queste sono risorse importanti, oggetto peraltro di un’ordinanza che stiamo aspettando».

Da quel 25 gennaio sono trascorsi sei mesi difficili e spesso frenetici che hanno costretto tutti a fronteggiare una situazione drammatica, anche per questo abbiamo chiesto al sindaco Conti se, in coscienza, sente di aver fatto tutto ciò che poteva o se a volte si è sentito scavalcato dai poteri forti della politica. «Non mi sono mai sentito scavalcato, ognuno ha il proprio ruolo e una mission diversa. Io faccio il sindaco e la prima cosa che mi sono ripromesso e ho promesso ai cittadini è di rappresentarli nella tragedia e nella ripartenza della comunità. Ci metto tanto impegno».

Infine, al consigliere dem Giovanni Di Martino, che lo ha definito un uomo solo al comando, Massimiliano Conti risponde così. «Non sono un uomo solo al comando, la mia metodologia decisionale, come si è visto, è di portare tutto in consiglio comunale. Condivido tutto con la mia squadra di governo che è ormai rodata, mi confronto quotidianamente con i comitati e con i tecnici, quindi parlare di uomo solo al comando è ingeneroso».


Claudia Meli
Claudia Meli vive e lavora a Niscemi. Insegnante di Lettere prestata al giornalismo, ha collaborato per diversi anni con l'emittente televisiva Rete Chiara e il Giornale di Sicilia. È socia del Lions club di Niscemi