Niscemi: il Pd in piazza per la riapertura della Posta e soluzioni sul Decreto frana
di Claudia Meli
Un sabato sotto il segno della protesta, promosso e organizzato dal Pd di Niscemi. Un programma articolato in due fasi: un sit-in in piazza per chiedere la riapertura dello sportello postale di via Roma e un dibattito sul tema frana presso la Biblioteca comunale “Mario Gori”. Entrambe le manifestazioni hanno visto la presenza della senatrice Enza Rando e della deputata Giovanna Iacona. La chiusura dell’ufficio postale di via Roma sta creando un forte disagio ai cittadini, del centro storico e non, che si trovano, attualmente, a poter usufruire del servizio erogato unicamente presso la sede di via Pitrè.

«La posta – dice Carlo Pisa, segretario del circolo cittadino del Partito democratico – è chiusa da più di tre mesi senza nessuna giustificazione. Ha chiuso dall’oggi al domani creando tantissimi disagi. Lo scorso 28 marzo abbiamo mandato una pec alla direzione generale delle Poste e per conoscenza anche al prefetto, ma non abbiamo ricevuto risposta. Ci dicono che apriranno, ma di fatto è da tre mesi che c’è un disservizio enorme».
«La posta – aggiunge – è una società pubblica detenuta dal ministero delle Finanze per più del 60 per cento. Ciò vuol dire che è un’istituzione pubblica, ma lo Stato non è vicino alla popolazione. Se non possiamo fare affidamento sullo Stato e sui servizi dello Stato, a chi dobbiamo affidarci? Stiamo facendo un sit-in per sollecitare le istituzioni e quanti abbiano possibilità di intervenire ad aprire questo ufficio e dare di nuovo un servizio alla popolazione. Inaccettabile – conclude – la sospensione di un servizio senza nessuna giustificazione».

Dalla via Roma, la manifestazione è proseguita alla Biblioteca Comunale “Mario Gori” con l’incontro pubblico «Quali soluzioni dopo la bocciatura degli emendamenti sul “Decreto frana” da parte del Governo Meloni?». Al tavolo istituzionale la senatrice Enza Rando, l’onorevole Giovanna Iacona, il segretario del circolo del Pd di Niscemi Carlo Pisa e Francesca Stallone, vicesegretaria provinciale del PD nisseno.
L’assemblea, strutturata come un dialogo tra il tavolo istituzionale e la platea, inaugurata dagli interventi di Pisa e Stallone, è stata aperta dalle osservazioni da parte del pubblico: cittadini direttamente o indirettamente colpiti dalle devastanti conseguenze della frana, tecnici, esperti e il «Comitato evento franoso Niscemi 2026» hanno denunciato una situazione ancora in stallo.
Al centro del dibattito il decreto legge, diventato poi legge il 27 febbraio 2026, considerato dal Pd nazionale e locale lacunoso e, per molti versi, ingiusto. Il mancato indennizzo per quelle abitazioni per cui la pratica di sanatoria è ancora in corso, i risarcimenti inadeguati e rivolti solo a chi ha subito i danni in modo diretto, escludendo chi, anche se indirettamente, li ha comunque subiti, le stringenti clausole per ottenerli e la mancata cessazione della riscossione dei tributi sugli immobili coinvolti: sono queste, tra le altre cose, le criticità sottolineate dal Partito democratico.
«Come gruppi parlamentari, alla Camera e in Senato, abbiamo messo impegno nel redigere emendamenti che andavano in una direzione chiara, che il Governo ha puntualmente bocciato — dice l’onorevole Iacona — non tenendo conto delle reali esigenze. Esigenze che abbiamo messo nero su bianco e che ben conosciamo grazie al Pd locale che ci ha coadiuvato. Siamo convinti che per Niscemi bisogna fare un provvedimento ex novo per recuperare. Il Governo sarà costretto in breve ad intervenire sulle stesse cose e ciò a causa di quello che abbiamo sempre sostenuto: questo provvedimento è carente sotto tanti aspetti».
«Il decreto sugli indennizzi di Genova – conclude – ci dà la cifra di quanto siano diversi l’agire e la visione politica del Governo attualmente in carica rispetto alla nostra». Altrettanto duro e puntuale l’intervento della senatrice Rando. «Se questo provvedimento fosse stato di buon senso – ha dichiarato – io lo avrei votato, ma non c’è nulla che possa migliorare. Questa città è nostra, non si può ricostruire una città senza ascoltare i cittadini. Architetti e ingegneri di Niscemi possono far sentire la propria voce. Chiamiamo la stampa nazionale, mettiamo a disposizione la Camera e il Senato per fare sentire la voce dei nostri diritti. Il nostro partito non abbasserà l’attenzione sulla città. Noi vi possiamo mettere a disposizione gli strumenti, ma Niscemi e il Comitato evento franoso devono farsi sentire. La voce più forte è la vostra».





