Niscemi: la frana sei mesi dopo, Di Martino punta l’indice sui ritardi dell’amministrazione
di Claudia Meli
A sei mesi dalla frana che ha colpito parte della città, e insieme a essa tante famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni ed esercenti costretti a chiudere o delocalizzare le proprie attività, il consigliere dem Giovanni Di Martino affida a un lungo post sui social le sue considerazioni. Domande e perplessità che intercettano i dubbi di tanti e, in particolar modo, di chi quella situazione l’ha vissuta in prima persona e si trova a fare i conti con un futuro dai contorni sfocati. E se diversi cittadini lamentano una lacunosa comunicazione da parte dell’amministrazione comunale, tale post lo dichiara schiettamente. È vero constata il consigliere Di Martino, che sono state stilate le linee guida per fronteggiare i danni provocati dalla frana e mettere in sicurezza il pendio interessato e che sono stati redatti due piani di intervento della somma complessiva di centocinquanta milioni di euro, ma al netto di ciò molte questioni rimangono aperte. Tante le domande poste dal consigliere dem su altrettante spinose situazioni di cui si stenta a vedere una risoluzione in tempi brevi. I dubbi sollevati toccano un po’ tutti gli aspetti che l’evento franoso si porta dietro come uno strascico inscindibile da esso: dai risarcimenti alla viabilità e alle ventuno classi delocalizzate a causa della chiusura dei plessi San Giuseppe, Belvedere e Don Bosco, da una prospettiva di futuro di città immaginata a quella concretamente perseguita, a quando, infine, la città avrà finalmente le risposte che merita. «Quando avremo -si chiede- i progetti definitivi per le demolizioni degli immobili e per la messa in sicurezza del corpo frana? Quando saranno avviate le operazioni di schedatura di ogni singolo immobile che dovrà essere demolito? Quando si conoscerà l’esatto ammontare del contributo destinato a chi ha perso la casa e la propria attività produttiva? Si aprirà mai e quando la SP 10 per Ponte Olivo? Quale progettazione è stata pensata e avviata per assicurare alla città una viabilità alternativa stabile e delle vie di fuga sicure? Che ne sarà del centro storico e del nostro Belvedere? Quale idea si ha in mente e a quale visione si sta pensando per la rinascita e la rigenerazione del nostro territorio e della nostra città?» Anche sul fronte scuola il consigliere Di Martino appare alquanto scettico su una risoluzione a stretto giro. «La premier Meloni ha detto pubblicamente che entro il prossimo Natale ci farà questo regalo. Dubito che ciò possa verificarsi alla luce del fatto che ad oggi non abbiamo conoscenza di un progetto definitivo per la costruzione della nuova scuola né tanto meno di quando inizieranno i lavori». Una situazione emergenziale che va affrontata a lungo termine e, auspica Di Martino, tenendo in conto tutti gli attori del tessuto sociale. «Penso sia arrivato il momento-conclude- per avviare un serio e approfondito confronto sul futuro di Niscemi nel quale possano esprimersi i cittadini colpiti dalla frana, le realtà produttive della città, le forze sociali e politiche, il mondo delle associazioni, i nostri giovani e tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra Niscemi. Tutti quanti insieme possiamo farcela. No all’uomo solo al comando!».













