Niscemi, la frana vista attraverso la sensibilità dell’arte. Disca dona due dipinti alla comunità
di Alberto Drago
Toccanti i due dipinti sulla frana che Davide Disca, docente di Arte in una scuola del Nord Italia, ha realizzato sui due lati di una lamiera rettangolare e che martedì sera ha donato al Comune nel corso di una cerimonia promossa dalla Pro Loco che si è svolta nella sala della Biblioteca comunale “Mario Gori”. L’opera, simbolo di rinascita, memoria e speranza per tutta la comunità, sarà collocata in un luogo all’aperto dell’abitato. Disca, 44 anni, niscemese d’origine, fu segnato profondamente dalla frana del 12 ottobre del 1997, poiché abitava con la sua famiglia proprio accanto la chiesa Sante Croci che venne squarciata così come la sua abitazione e tante altre del quartiere dove giocava da bambino. Davide all’epoca aveva l’età di 14 anni e subito dopo la frana, lasciò Niscemi perché si trasferì con la sua famiglia in Piemonte. Una decisione molto sofferta quella di andare via perché colpiti dalla frana ed una ferita mai guarita che in seguito alla catastrofe del 25 gennaio scorso ha indotto Davide a realizzare l’opera.


Il primo dipinto raffigura una donna che abbraccia la chiesa Sante Croci squarciata, la croce caduta e recuperata ed un bambino che guarda (lui); il secondo la Madonna, la croce caduta e recuperata, la chiesa Sante Croci pericolante ed un bambino (sempre lui) seduto nel piazzale franato.
Presenti alla cerimonia presentata dall’architetto Valeria Spadaro, il presidente della Pro Loco Francesco Cirrone, il sindaco Massimiliano Conti, assessori, il presidente del Consiglio comunale Angelo Chessari, il vescovo della Diocesi Armerina mons. Rosario Gisana che ha benedetto l’opera ed il professore d’arte in quiescenza Enzo Renna, di cui Davide Disca è stato alunno quando frequentava la scuola media.
“Non possiamo cedere alle paure ed allo sconforto”, ha detto il primo cittadino, ”grazie Davide, perché la tua opera, è simbolo di forza di volontà a reagire”.
Francesco Cirrone ha aggiunto: ”grazie Davide per questa tua opera d’arte emozionante che doni a Niscemi e di cui il prof. Enzo Renna è stato promotore”, mentre il vescovo Gisana si è soffermato sul concetto di rinascita: ”è vero che c’è il dramma degli sfollati, di case che cadono e che devono cadere, però tutto questo da impulso al desiderio di rigenerazione e di nuova rinascita che si percepiscono nell’opera”.
Il presidente del Consiglio Angelo Chessari rivolgendosi all’artista ha detto: ”con la tua opera che rimarrà nella storia di Niscemi, trasmetti un forte senso d’appartenenza e questo ti fa onore, perché feriti si, ma con tanta voglia di ricominciare”.
L’artista nel suo intervento si è commosso, strozzato da nodi alla gola ed ha ringraziato tutti:” l’opera che vi consegno non è più mia, ma vostra”, ha affermato, ”è di chi ha perso la casa come la mia famiglia nel 1997, è di chi non ha mai smesso di credere nel futuro di questo paese.”
Il prof. Enzo Renna nel suo intervento conclusivo, ha puntualizzato che l’opera di Davide Disca è un ponte tra il passato che non va dimenticato ed il futuro che si cercherà di ricostruire e per questo è un abbraccio a chi ha perso la casa ed il lavoro ed a chi non vuole andarsene”





