Niscemi, la postina Concetta nella zona rossa. «Tanti ricordi tra il silenzio delle case vuote»
di Alberto Drago
La terribile frana che si è verificata sul versante collinare Sud, con un’estensione di 4 chilometri, non ha solo danneggiato strade e abitazioni lungo il ciglio dei quartieri Sante Croci, Trappeto e Pirillo, ma ha interrotto crudelmente anche storie quotidiane di vita, con pesanti ripercussioni sull’intera comunità. A far notare questo particolare aspetto è la giovane postina Concetta Valenti di Niscemi, laureata in sociologia (nella foto). Rattristata per la catastrofe che sta vivendo la città e lei in prima persona, per non poter più consegnare la posta nei quartieri le cui abitazioni, ricadenti nella zona rossa, sono state sfollate e risultano ora deserte, afferma: “La frana ha costretto decine di famiglie a lasciare le proprie case in fretta; zone che facevano parte del mio consueto percorso di lavoro. Come postina, quelle persone a cui recapitavo giornalmente la posta erano per me volti familiari, legami caratterizzati da saluti quotidiani e racconti condivisi.
Le consegne diventavano spesso momenti di dialogo: qualcuno parlava della famiglia, altri di problemi o piccole gioie quotidiane. Io cercavo sempre di fare il massimo, rispondendo alle loro esigenze e seguendo ogni storia con attenzione, consapevole che il mio lavoro non consisteva solo nel recapitare lettere, ma nel portare vicinanza e umanità a chi incontravo. E così, tra la consegna di una raccomandata e l’altra, ad esempio, Lucia mi raccontava dei suoi sogni e delle sue piccole felicità. Parlava di quanto fosse felice quando i suoi nipoti la venivano a trovare, o di quanto amasse ricordare i momenti belli della sua vita.
Quelle chiacchierate diventavano per me un momento speciale, un legame umano che andava ben oltre le buste da lettere. Attraverso la gentilezza, un sorriso e la cura con cui portavo ogni consegna, riuscivo a trasformare lettere e pacchi in momenti di vicinanza e conforto, tessendo un filo diretto con le persone e le loro esistenze. Durante il percorso”, aggiunge Concetta Valenti, “c’era una strada da cui un tempo si poteva ammirare un panorama stupendo, con una croce commemorativa che sembrava vegliare sul paese.
Oggi quella strada e quella terrazza non ci sono più, ma fermarmi a ricordare quel panorama e la bellezza del luogo mi lasciava dentro un senso di appartenenza, come se il paese stesso mi parlasse attraverso le case, i vicoli e le storie delle persone che abitavano lì. Poi tutto è cambiato. Molte famiglie sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Quelle abitazioni non erano solo mura: erano storie, ricordi, legami. Vederle evacuate ha significato assistere allo spezzarsi di momenti di vita, di legami di una comunità e dei racconti che la animavano.
Dietro ogni casa evacuata”, spiega commossa Concetta Valenti, “c’è una voce che conoscevo; dietro ogni strada interrotta, un racconto spezzato che nessuno potrà mai dimenticare. Poste Italiane ha mostrato grande solidarietà nei confronti di Niscemi, dimostrando vicinanza concreta e supporto alla comunità colpita. La frana ha spezzato le strade, ma non i ricordi di chi le ha percorse. Niscemi oggi porta le ferite della terra, ma custodisce intatta la sua anima. Le case evacuate e le strade interrotte non hanno cancellato le voci, gli sguardi e i legami che danno forza alla comunità. È in questa umanità che resiste”, conclude Concetta Valenti, “e proprio in questa memoria viva, che Niscemi troverà il coraggio di rialzarsi e ricominciare”.





