Niscemi: l’inchiesta sulla frana. Crocetta: «Ho pianto». Le reazioni di Musumeci e Schifani
di Redazione
«Ho pianto quando ho saputo di essere indagato per la frana di Niscemi. Ho vissuto lì per un periodo della mia vita quando mio padre, alla morte di mio nonno, vi si trasferì con la famiglia. Io amo Niscemi, è un pezzo del mio cuore. Non ho ancora ricevuto l’avviso di garanzia, avrei preferito da parte della Procura di Gela una procedura formale». Lo ha detto l’ex presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, intervenendo alla trasmissione «L’intervista», che andrà in onda domani alle 20.30 nell’emittente Rei Tv. «Ricordo che durante il mio governo – afferma – intervenimmo nel comune di Naso dopo che il sindaco mi telefonò per una frana che creò problemi. Se avessi avuto contezza di interventi da fare a Niscemi avrei agito immediatamente e ora venendo a conoscenza di alcuni fatti mi sento frodato». Crocetta è indagato per disastro colposo dalla Procura di Gela , assieme all’attuale governatore Renato Schifani e agli ex presidenti Nello Musumeci e Raffaele Lombardo. E non è stato il solo, nella giornata di oggi, tra i quattro indagati, a far sentire la propria voce. Da Catania ha parlato il ministro Musumeci, a margine di Ecomed, salone green del Mediterraneo.
«È mai possibile – afferma – che quattro presidenti di Regione, in tempi diversi, non vengano informati di un fascicolo sulla frana di Niscemi? Chi teneva quel fascicolo? Perché lo teneva nel cassetto? Perché è rimasto chiuso per quattro legislature? Qui è il nodo dell’inchiesta sulla quale non parlo, con tutto il rispetto, perché c’è un’indagine in corso».
A Palermo ha parlato anche il governatore in carica.
«Faremo la nostra parte – dice Schifani – chiariremo ciò che c’è da chiarire. In questi anni ritengo di aver fatto quello che era giusto fare, il massimo all’indomani della disgrazia. Poi sentiremo quali sono i temi da chiarire. Sono sempre a disposizione della magistratura».













