Niscemi, macchinari fermi al Molino bel Trappeto. La frana ha distrutto un’intera economia
di Alberto Drago
Resta in ginocchio il tessuto produttivo e agricolo, duramente colpito dalla frana del 25 gennaio scorso. Sette le attività produttive travolte dall’evento calamitoso, ancora chiuse, bloccate tra la difficoltà di riaprire i battenti o delocalizzarsi, a causa della mancanza di ristori sufficienti. Oltre a queste c’è anche chi pur avendo mantenuta attiva l’azienda, risente delle profonde ferite causate dalla frana. È il caso del Molino bel Trappeto e dei tanti agricoltori con i quali la società Mulin Sicily che gestisce la struttura, aveva preso impegni di filiera per la fornitura del grano. Accordi che per l’assenza delle indispensabili condizioni di viabilità sono saltati: la strada di collegamento che consentiva ai tir di raggiungere il mulino attraverso il quartiere Pirillo, sita lungo il pendio collinare, è inaccessibile e chiusa al transito perché in zona nera, ovvero prospicente ai dirupi e alle fessurazioni collinari.


I proprietari dell’antico Molino bel Trappeto, da poco ristrutturato, grazie a un considerevole investimento avevano fatto restaurare le vecchie macine. Ora pero l’opificio vive una condizione di sofferenza, colpito dalla mancanza di necessarie strade di collegamento che bloccato gli autoarticolati in uscita e impediscono l’ingresso del grano prodotto dagli agricoltori e destinato ai silos della struttura.

Così l’azienda sopravvive in stato di sofferenza economica soltanto grazie all’attività del pastificio, che i proprietari avevano affiancato a quella del mulino, diversificando la produzione.
«Andrebbe valutata la possibilità di delocalizzare la struttura in un’altra area del territorio facilmente accessibile e raggiungibile con gli autoarticolati» afferma Salvatore Amato, agronomo, direttore del mulino.
Tante promesse sono state fatte sulla viabilità che ancora oggi restano disattese come quella della trasformazione in rotabili delle Sp 35 e 82 da parte del Libero consorzio comunale, che collegano la Sp 11 con la piana di Gela. Mentre si spera in una prossima apertura della Sp 10 Niscemi – Ponte Olivo, in modo da evitare l’obbligo attuale della percorrenza della strada di Costafredda.













