logo TODAY 24 Gela
Licata, IT
24°
Partly Cloudy
FRANA | Iniziative

Niscemi, Maida dalla parte degli sfollati: pagate i ristori. E lavora a un accampamento solidale


di Alberto Drago

Niscemi, Maida dalla parte degli sfollati: pagate i ristori. E lavora a un accampamento solidale
attualità
22 Set 2026

Sono attualmente 232 le famiglie per un totale di 471 persone che a causa della frana, sono sgombrate dalle loro case, diverse delle quali sono crollate, altre sono rimaste squarciate e sospese nel vuoto dei ripidi dirupi che si sono formati, ed altre ancora sfollate perché vicine al ciglio di frana. E proprio per queste famiglie, Giuseppe Maida, con un pubblico manifesto, lancia un appello alle Istituzioni affinché vengano stabilizzati al più presto i concittadini che a causa della frana hanno perso la casa. «O i soldi o la casa – si legge nel manifesto di Maida – fate presto a risarcire le famiglie che hanno perso tutto per la frana di Niscemi altrimenti siamo pronti a organizzare un prossimo Accampamento Solidale». Maida, non appartenente ad alcun movimento politico, animato da uno spiccato senso civico, impegnato al servizio della comunità e anche in aiuto dei terremotati dell’Aquila nel 2009 e di Mirandola nel 2012 come volontario di protezione civile, profondamente commosso da un post social pubblicato dalla signora Loide Rinaudo che racconta le ripercussioni devastanti che la frana ha provocato nella vita della sua famiglia perché sgombrata, si rivolge agli organi istituzionali delegati a liquidare gli indennizzi in tempi relativamente celeri alle persone che hanno perso la casa, alle attività lavorative ed a chi risiede ancora nella zona rossa.

«Confidiamo – afferma Maida – nella serietà e buonsenso delle istituzioni preposte a volere liquidare le famiglie sgombrate per evitare di manifestare il nostro sostegno con un eventuale accampamento solidale in tenda, roulotte o camper nei fine settimana così come è stato fatto nelle precedenti storiche manifestazioni contro il Muos e per il mantenimento del nostro ospedale.
Preciso – conclude – che il mio appello e le iniziative che mi riservo di attuare non vogliono scavalcare nessun Comitato e nessun movimento degli sfollati, ma stimolare gli organi preposti ad attivarsi affinché, prima di ogni intervento tecnico di consolidamento del fronte franoso, vengano stabilizzati i nostri sfortunati concittadini che hanno perso tutto».


Alberto Drago
Giornalista pubblicista, niscemese doc, ha lavorato in varie redazioni locali e regionali, contribuendo negli anni Novanta alla nascita di Antenna Sud. Impegnato nel volontariato con l’associazione nazionale Carabinieri. Collabora con il quotidiano La Sicilia. Ha fondato e diretto il periodico “L’Appunto”.