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PRECARI | Protestano

Niscemi, Vigili del fuoco discontinui. In trincea nel pieno dell’emergenza, senza alcuna certezza sul loro futuro


di Alberto Drago

Niscemi, Vigili del fuoco discontinui. In trincea nel pieno dell’emergenza, senza alcuna certezza sul loro futuro
6 Mag 2020

Sono 30  in città i Vigili del fuoco discontinui che vengono impiegati in servizio dal Comando provinciale di Caltanissetta per 14 giorni l’anno nei vari distaccamenti della provincia. Personale precario del Corpo nazionale che in tutta Italia è in attesa di un rapporto lavorativo stabile e che anche nell’attuale periodo dell’emergenza sanitaria del Coronavirus viene impiegato in servizio nei vari distaccamenti permanenti. Una condizione quella vissuta dagli operatori del soccorso, soprattutto in queste settimane. «In occasione dell’emergenza coronavirus, il Governo nazionale, pensa di impiegare i Vigili del fuoco discontinui certificandone l’idoneità allo svolgimento dell’attività lavorativa, ma senza poi affermarla ai fini di un rapporto lavorativo duraturo» scrive Carlo Mazzarella, siracusano, presidente dell’associazione nazionale Vigili del fuoco discontinui in un documento diramato nei giorni scorsi.

«La categoria precaria dei discontinui – scrive ancora Mazzarella, stringendosi ai colleghi in servizio permanente in questo momento di grande difficoltà per tutta la nazione e critico nei confronti delle scelte del Governo – è chiamata in gioco dal decreto Cura Italia all’articolo 74 comma 3. Il Governo italiano, si ricorda giustamente dei valorosi discontinui, i quali  finora sono stati utilizzati da tutti i politici come merce di scambio elettorale con la paventata stabilizzazione, che ancora oggi è utopia».

«Il Governo nazionale – si legge altresì – ha il coraggio di dire ai discontinui di andare in trincea a combattere senza dare loro nessuna garanzia di un futuro certo per le loro famiglie? Di sfruttare ancora una volta la loro virtù dell’altruismo? Di mettere a rischio la vita di tanti padri e madri, chiedendo loro enormi sacrifici, per poi gettarli nuovamente nella condizione di precariato? Lavoratori che hanno il diritto di ottenere un piano di stabilizzazione per rivedere la luce in fondo al tunnel buio del precariato».

L’associazione ricordando che il 28 aprile scorso, in provincia di Catania, un Vigile del fuoco discontinuo richiamato in servizio, è stato sottoposto a quarantena, insieme a tutto l’equipaggio, scrive: «Purtroppo non c’è garanzia che il Vigile discontinuo possa accedere alle misure di tutela o di infortunio sul lavoro, nonostante l’eventuale contagio da Covid-19 determinato da causa di servizio». L’associazione auspica infine provvedimenti governativi, volti a garantire serenità alle circa 10 mila famiglie che vivono la precarietà dei loro congiunti e che hanno la sola colpa di avere “una nobile passione”.


Alberto Drago
Giornalista pubblicista, niscemese doc, ha lavorato in varie redazioni locali e regionali, contribuendo negli anni Novanta alla nascita di Antenna Sud. Impegnato nel volontariato con l’associazione nazionale Carabinieri. Collabora con il quotidiano La Sicilia. Ha fondato e diretto il periodico “L’Appunto”.